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Flavio Cobolli: “Triste per Arnaldi, ho quasi pianto quando l’ho saputo”
Flavio Cobolli è in finale al Roland Garros 2026. Un traguardo storico, il più importante della sua carriera, arrivato però nel modo che non avrebbe mai voluto. La semifinale tutta italiana contro Matteo Arnaldi, attesissima sul Philippe-Chatrier, non si è mai giocata. Un improvviso virus gastrointestinale ha costretto il sanremese al ritiro pochi minuti prima dell’inizio del match, spalancando a Cobolli le porte della sua prima finale Slam.
Una qualificazione che il romano ha accolto con sentimenti contrastanti, come ha raccontato lui stesso durante la conferenza stampa. La gioia per il risultato raggiunto si è infatti intrecciata immediatamente con il dispiacere per un amico e compagno di percorso con cui condivide gran parte della propria storia tennistica.
“È difficile anche per me parlare adesso. Quando l’ho saputo, circa un’ora fa, ho quasi pianto. È qualcosa che non ti aspetti per niente. Ero pronto per giocare questa partita e quando è arrivata la notizia ero completamente triste per lui“, ha confessato Cobolli. “Allo stesso tempo però sono molto felice per il risultato che ho raggiunto questa settimana“.
Poco prima di ricevere la notizia del forfait di Arnaldi, Cobolli stava vivendo uno dei momenti più significativi della sua carriera. “Mio padre era venuto da me proprio poco prima e abbiamo fatto un grande abbraccio insieme a tutto il team per festeggiare l’ingresso in top-10. Ogni volta che ottengo il best ranking ci abbracciamo tutti insieme e abbiamo fatto la solita routine. Adesso sono allo stesso tempo triste e felice“.
La giornata del semifinalista azzurro era iniziata come tutte le altre. Nessun segnale lasciava presagire quanto sarebbe accaduto nel tardo pomeriggio. “Ho fatto la stessa routine di tutti i giorni. Sapevo che oggi la partita era alle sette, quindi sono venuto qui non troppo presto, giusto prima di pranzo. Abbiamo fatto un po’ di lavoro con il fisioterapista, poi ho pranzato con il resto del team“. Dopo il riposo e le consuete attività prepartita, Cobolli era già in campo per il riscaldamento. “La notizia è arrivata alle sei e non ho neanche potuto finire il riscaldamento prima del match perché avevo già saputo tutto e la giornata era finita“.
La reazione più significativa, tuttavia, è arrivata quando Cobolli ha parlato di Arnaldi. I due si conoscono fin dalle categorie giovanili, sono cresciuti insieme e hanno costruito negli anni una rivalità genuina e rispettosa. Proprio per questo il romano ha voluto dedicare parole profonde all’amico durante una conferenza stampa congiunta. “Dato che vorrei esprimermi come desidero, e magari non sempre correttamente, vorrei farlo in italiano“, ha sottolineato. “Intanto volevo in primis ringraziarti per quello che hai fatto queste due settimane. Sei stato di ispirazione per tutti noi, hai lottato per tante ore in campo dimostrando il tuo vero valore“.
Flavio ha poi ricordato il percorso complicato affrontato da Arnaldi negli ultimi mesi. “Sapevamo tutti che la posizione che avevi in classifica prima di questo torneo era dovuta a un infortunio che tutti conosciamo e non ho mai dubitato delle tue qualità e delle cose buone che hai fatto per tutti noi e per te stesso in primis in questi anni. Devi essere solo fiero di quello che stai facendo e di come l’hai fatto“.
Parole che raccontano l’enorme stima che Cobolli nutre nei confronti del connazionale, soprattutto per il suo atteggiamento fuori dal campo. “Sei un esempio per me per come ti comporti. Cerco un po’ anch’io di imitarti soprattutto fuori dal campo. In campo vado per la mia strada, come tutti noi, però fuori dal campo sei esattamente l’esempio di un atleta e di un professionista eccellente“.
Un concetto che il finalista del Roland Garros ha ribadito anche rispondendo alle domande dei giornalisti. “Matteo è una grande ispirazione per tutti noi. È un giocatore incredibile e un professionista incredibile. È, secondo me, la migliore persona fuori dal campo per come fa le cose: la preparazione alla partita, la concentrazione, il defaticamento. È uno dei migliori del circuito, sicuramente“.
Cobolli non ha nascosto di ritenere il risultato ottenuto da Arnaldi a Parigi la naturale conseguenza del suo valore. “Merita il risultato di questa settimana. Si è infortunato la scorsa stagione e all’inizio di questa, ma tutti noi conoscevamo già il suo livello. Il suo tennis è fantastico“.
Sul piano sportivo, il forfait lascia inevitabilmente aperto il dibattito sull’impatto che una semifinale non giocata potrà avere in vista dell’ultimo atto del torneo. Cobolli non si è sbilanciato. “A volte aiuta, a volte no. Ho quasi quattro giorni senza partita, sono tanti, puoi perdere un po’ il ritmo. Adesso mi allenerò di nuovo, quindi penso che sarò pronto per la finale. So anche che sarò fresco, sicuramente. Forse aiuta, forse no: ve lo dirò dopo la finale“.
Proprio per questo il romano ha deciso di non modificare la propria routine. “Sicuramente adesso andrò in campo a giocare un po’, per tenere ancora alta la benzina. Ho bisogno di carburare ancora, non mi sento soddisfatto. Cercherò di rendere questo allenamento il più possibile simile a un match, il più professionale possibile per riuscire a rimanere dentro al torneo“.
La serata, invece, sarà dedicata soprattutto a un altro traguardo straordinario: l’ingresso tra i primi dieci giocatori del mondo. “Mi sento bene, quindi la routine non cambia. Stasera vado a cena con i miei amici, al nostro ristorante della settimana, festeggeremo più la top-10 che la finale“.
Un obiettivo inseguito per anni e finalmente raggiunto. “È l’obiettivo di tanti anni di lavoro, di chi inizia a giocare a tennis. Ho sempre sognato di essere dove sono ora e sono sicuro che tutte le persone che lavorano con me hanno sempre creduto in me”. Poi, con il sorriso, il ricordo di una vecchia previsione paterna: “Mi ricordo che mio padre disse a un altro membro del team che non sarei mai entrato nei top 30, che avrei avuto una carriera buona ma non eccellente, e ogni giorno glielo faccio pesare perché credo che la mia carriera adesso, più che mai, sia molto buona“.
Ad attendere Cobolli in finale ci sarà ora Alexander Zverev, avversario ma anche amico. Un rapporto speciale che però, almeno per due giorni, dovrà essere accantonato. “Mi ha sempre confidato che vorrebbe vincere a tutti i costi un torneo dello Slam. Purtroppo questa volta dovrò passarci sopra. Non devo neanche pensarci, perché se inizi a pensare a queste cose poi non riesci a rendere al meglio. Bisogna staccare la testa e pensare un po’ solo a se stessi per un paio di giorni“.
Dichiarazioni da Vanni Gibertini
