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Flavio Cobolli rivela: “Uso solo la doccia di Nadal: una volta venne a bussarmi…Penso una partita per volta, pronto per il derby”

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Flavio Cobolli
Flavio Cobolli / Lapresse

Flavio Cobolli ha sconfitto in rimonta il canadese Felix Auger-Aliassime, si è imposto in rimonta in quattro set, ha battuto il numero 4 del mondo in pectore e si è qualificato alle semifinali del Roland Garros: per la prima volta in carriera è rientrato tra i migliori quattro in un torneo dello Slam e venerdì 5 giugno tornerà sulla terra rossa di Parigi per affrontare il vincente del confronto tra Matteo Berrettini e Matteo Arnaldi, pronto a dare vita a un derby incandescente che proietterà un italiano all’atto conclusivo.

Flavio Cobolli ha espresso la propria soddisfazione in conferenza stampa: “Prima di tutto sono molto felice di essere seduto qui. Questo incontro significa molto per me come persona. Arrivare a questo punto in uno Slam è un sogno che si avvera. Penso che oggi ho giocato davvero un buon match, anche dopo un primo set difficile in condizioni complicate. Sono davvero felice della mia prestazione. Ho cercato di respirare nei cambi di campo. Ho evitato di guardare il mio team perché sentivo che erano più nervosi di me. Penso di aver fatto qualcosa di diverso rispetto alle altre volte: ho solo cercato di rimanere calmo e di giocare il mio tennis. Oggi nell’ultimo game credo di aver espresso un ottimo livello, con un ottimo servizio e ottimi colpi“.

Subito dopo la vittoria, il tennista italiano ha ringraziato il pubblico in francese (merci a tous) e ha ammesso di farlo perché sembra portare fortuna. Il numero 10 virtuale del mondo è scaramantico?Lo sono un po’ ma non a livelli folli. Però questa settimana sono stato un po’ più fissato del solito: vado nello stesso ristorante, scelgo lo stesso menu alla stessa ora. In realtà, penso di aver già raccontato nella prima conferenza stampa che uso la stessa doccia di Nadal. Ho un aneddoto legato a quella doccia: una volta ho cercato di “rubargliela”, lui ha bussato e ho dovuto sbrigarmi perché mi stava aspettando. Mi disse che quella era la sua doccia da 14 anni. Quindi penso che il mio rito principale sia proprio quello della doccia”.

A caldo aveva dichiarato questa questa era l’opportunità più importante della sua vita: “Mi riferivo semplicemente a questa partita. Non capita tutti i giorni di giocare un quarto di finale in uno Slam, quindi mi sono solo detto di lottare. Sei qui, te lo meriti, provaci. Questo è quello che mi sono detto“. Il 24enne non si è sbilanciato sulla possibilità di conquistare il titolo: “Per ora voglio solo pensare al prossimo incontro. Però so di essere vicino, mancano solo due partite, ma la strada è ancora lunga. Penso di non essermi mai messo troppa pressione addosso. Mi piace vivere il momento come se fossi un bambino, con grande passione e grande divertimento. Quindi farò lo stesso anche per il prossimo match“.

Un passaggio sulla prossima partita: “Sicuramente sarà un altro derby. Credo però che dobbiamo essere felici per il tennis italiano. Un altro italiano… Sinner e Lorenzo (Musetti, n.d.r.) sono in finale questa settimana? Quindi dobbiamo essere contenti e goderci la partita. Non so chi vincerà oggi, ma ho già giocato un derby questa settimana, quindi non è una novità assoluta nemmeno per me. Penso che sarò pronto“.

Il nostro portacolori è tornato sulla rimonta compiuta da 4-6, 1-3:Sono entrato in campo con tante richieste da parte del team. Abbiamo parlato tanto prima della partita e mi sono sentito un po’ confuso. È vero che la partita era completamente diversa, non abbiamo mai giocato in queste condizioni, erano veramente difficili, quindi ero anche un po’ spaesato. Non riuscivo a trovare il giusto feeling con la palla e la giusta qualità che mi avevano chiesto. Poi, quando ho subito il break, mi sono un po’ arrabbiato con il team, proprio perché secondo me mi avevano dato troppe informazioni tattiche. Ho provato a dimenticarmi un attimo della loro richiesta e ho chiesto loro di aiutarmi più a livello mentale che tattico. Credo che poi la chiave l’ho trovata da solo, ovviamente con il loro aiuto, ma è stata una cosa più istintiva”.

Flavio Cobolli vinse il doppio juniores al Roland Garros nel 2020 insieme allo svizzero Dominic Stricker: “Ho scelto Stricker proprio perché era il più forte, siamo stati furbi lì. Però, nel momento in cui ho iniziato a giocare a tennis, sapevo che avrei avuto le mie chance. Mi sono sempre sentito al livello dei più forti. Ovviamente manca tantissimo e ho ancora tante lacune, soprattutto tecniche, però adesso mi sento ancora più vicino e posso lavorare per avvicinarmi sempre di più.Credo che questa partita me la ricorderò per sempre.

L’azzurro è entrato in una nuova dimensione: “Quando riesci a raggiungere la tua prima semifinale in uno Slam significa che hai fatto tante cose buone. Questo risultato mi ha dato tanta consapevolezza e tanta voglia di migliorare sempre, cose a cui magari non penso quando vinco altri tipi di partite. Adesso che sono qui ci sono tante altre cose belle oltre alla semifinale: ho una buona posizione nella Race e sono virtualmente in top.10, tutte cose che non mi sarei mai immaginato. Ora che ci sono, sento che non voglio farmele sfuggire, quindi bisogna lavorare per continuare così. Io “bravo” me lo dico sempre, poi però dal mio team mi smontano subito. In questo torneo sto cercando di tenere le aspettative alte. Anche oggi sono molto felice, però provo a stare calmo per riuscire a rimanere dentro il torneo. Se perdo le staffe rischio di esaltarmi troppo e non voglio che accada oggi. Cerco di stare il più calmo possibile per rimanere focalizzato su questo torneo”.

Chiusura sulla bontà del movimento italiano:Credo che Sinner, ma non solo lui, anche Berrettini, Cecchinato e Fognini abbiano fatto partire qualcosa che oggi sta aiutando molto noi ragazzi. Sentiamo di avere tanto affetto dietro le quinte, sia da parte delle persone che lavorano con noi, sia da chi ci segue in tv. Bisogna sicuramente ringraziare tutti per i grandi risultati che sono stati ottenuti nel corso degli anni. Per quanto riguarda il calcio, non spetta a me trovare la soluzione per farlo tornare ai livelli di un tempo. Da tennista, credo che questo grande movimento in Italia sia merito della Federazione, di team molto umili, delle persone che si mettono a disposizione e, in primis, dei giocatori che hanno cambiato mentalità, portandone una vincente nel nostro tennis”.

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