Tennis
Elisabetta Cocciaretto saluta Eastbourne, Ajla Tomljanovic vince un match a tinte infinite
Elisabetta Cocciaretto perde un primo turno dai mille volti al WTA 250 di Eastbourne. A sconfiggerla l’australiana Ajla Tomljanovic dopo una sfibrante lotta durata 2 ore e 42 minuti, 5 match point mancati dall’aussie prima del sesto, buono, e un 5-3 non concretizzato nel terzo set da parte dell’italiana. Punteggio finale 6-2 6-7(5) 7-5 e adesso arriverà per Tomljanovic un secondo turno con la 19enne ceca Tereza Valentova.
L’inizio di Cocciaretto è particolarmente aggressivo, tant’è che mette spesso i piedi in campo sulla risposta e, in ogni caso, riesce a trovare il modo di anticipare Tomljanovic in più di un’occasione. Arriva così anche il break nel terzo gioco, ma è proprio da questo momento in poi che le parti vanno a ribaltarsi completamente. Questo perché l’australiana inizia a mettere grande pressione fin dalla risposta, togliendo il tempo alla marchigiana in più di un’occasione. Arriva così non soltanto il recupero del break, ma anche un parziale di cinque giochi consecutivi che ricorda quanto siano importanti le doti sull’erba dell’australiana. Il risultato è un 6-2 privo di reali discussioni in 36 minuti.
L’inerzia pare proseguire a favore di Tomljanovic anche nel secondo set, in cui allunga a sette il numero di giochi vinti consecutivamente. Di lì, però, arriva un passaggio a vuoto da parte della giocatrice australiana, che cede la battuta a 30 a Cocciaretto e le consente di rimettersi in gioco nel match. Seguono altri giochi piuttosto tranquilli, ma proprio sul 4-3 arriva un momento di totale defaillance della marchigiana, che perde la battuta e manda Tomljanovic a servire per il match. Sembra finita, e invece no: ci sono quattro match point, tutti e quattro annullati con grande personalità (splendido il secondo in battaglia sulla diagonale di rovescio) e poi c’è anche il controbreak (con ringraziamenti alla prima di Tomljanovic che dichiara la propria assenza). L’aussie sente il contraccolpo e riperde la battuta sul 5-5, solo che l’azzurra restituisce, in tutti i sensi, il che porta al tie-break. Dopo due punti iniziali da parte dell’avversaria, Cocciaretto ne infila sei dei successivi sette in fila (in parte su propria pressione, in parte su errori anche madornali dall’altra parte) e ha tre set point. Sul primo Tomljanovic vince il punto della partita (e tra i candidati a esserlo del torneo), sul secondo è profonda in risposta. Il terzo, però, è quello buono per Cocciaretto che manda il match al terzo set in 63 minuti.
Nel terzo parziale quella che ha più da dire, almeno inizialmente, è Tomljanovic, che per due volte fa faticare Cocciaretto alla battuta. La marchigiana, però, resiste sempre e, lentamente, gira a proprio favore la situazione anche se sul 3-3 deve giocare un altro game di enorme importanza, perché di nuovo viene portata ai vantaggi e ancora riesce a togliersi dai guai. Successivamente, però, un po’ l’aver ritrovato la risposta e un po’ qualche errore di troppo da parte di Tomljanovic significano 5-3 a favore dell’azzurra. Che, però, s’infila in un passaggio a vuoto che vuol dire controbreak. Stavolta è l’australiana a guadagnare in fiducia, volando fin sul 6-5 con un break a zero, ma è proprio lì che lei in parte si perde da sola (assieme alla sua prima). Riesce, comunque, ad arrivare a un altro match point, il quinto, ma qui Cocciaretto è sempre in spinta per annullare di nuovo. Il sesto, però, è quello buono, con una buona prima che basta.
Alla fine dei conti, il successo di Tomljanovic sembrerebbe perfino di maggiore misura rispetto a quanto realmente accaduto, se si nota il conto di 110-88 per i punti vinti. Particolarmente importante per l’australiana la superiorità nei punti vinti con la prima (71,4%-58,5%) e anche la differenza di rendimento con la seconda: per l’una un 39,5% vuol dire 15/38, per l’altra un 35,3% equivale al 18/51.
