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Ambesi: “Solo un giocatore in giornata può impensierire Sinner a Wimbledon. Alcaraz non è detto torni sul cemento americano”
Una memorabile edizione del Roland Garros è andata ufficialmente in archivio con il trionfo di Alexander Zverev, ma anche con lo splendido cammino di Flavio Cobolli fino al quinto set della finale e di un esaltante Matteo Arnaldi fino alla semifinale dello Slam parigino dopo la clamorosa eliminazione iniziale di Jannik Sinner per un malessere. Di questo e di molto altro si è parlato nell’ultimo appuntamento di TennisMania, trasmissione condotta da Dario Puppo e visibile sul canale Youtube di OA Sport, con ospite Massimiliano Ambesi.
“Cobolli è un giocatore ormai top da un po’, nel senso che i quarti a Wimbledon, i quarti nei 1000 e vittoria nei 500, finale nei 500, insomma gli danno uno status importante. Quindi in una situazione come quella che si è vissuta a Parigi, ci sta che possa arrivare in fondo o comunque magari anche in semifinale. La vera rivelazione del torneo è Matteo Arnaldi, perché considerando il suo percorso pregresso, al di là del fatto che in passato abbia giocato una semifinale di un 1000, non era ipotizzabile vederlo così avanti. Al di là di com’è finito il torneo, per me il giocatore simbolo di questa edizione è Matteo, per come poi arriva in semifinale, per le quasi 20 ore di gioco, per le battaglie vinte quando sembravano perse in un’edizione del torneo che qualcuno ha definito la più bella. Io non so se sia la più bella, è stata sicuramente la più estemporanea per mille motivi, le ragioni climatiche ed i tanti colpi di scena, perché quello che è avvenuto con Sinner verrà ricordato per un secolo. È un fatto totalmente fuori dagli schemi, poi se fuori dagli schemi in automatico significhi bello io questo non lo so, dipende da com’è fatto ciascuno. Sicuramente non sono mancati i colpi di scena e tutti questi colpi di scena hanno mantenuta alta l’attenzione in campo maschile“, l’analisi di Ambesi.
“Sinner va a Wimbledon e se non ha problemi che non dipendano da lui vince in carrozza, come avrebbe vinto in carrozza anche Parigi. Lo dicevamo da un mese. Qual era l’unico punto interrogativo? La disgrazia che ti poteva avvenire durante la partita. La potevi affrontare in finale contro la testa serie numero due o al secondo turno con il 50 o il 60? Lì non dipende dall’avversario, dipende da te, ma sapevamo che si potesse verificare quello scenario. Secondo me la sceneggiatura non cambia per Wimbledon. Se Sinner è in salute e non ha problemi di carattere fisico, chi è che può strappare tre set a Sinner? Forse il miglior Medvedev, il miglior Medvedev in una giornata particolare forse ci può provare. La realtà è questa, in contumacia di Alcaraz stanno così le cose“, dichiara il giornalista di Eurosport.
Sul problema di Sinner a Parigi e sull’avvicinamento verso Wimbledon: “È stata la tempesta perfetta. Il caldo sicuramente ha influito, non è vero che non abbia influito, perché probabilmente con un’altra temperatura la gestione sarebbe stata diversa, il non aver dormito la notte, cioè ci sono tante situazioni che si sono sommate, stress nervoso, e ne è uscita fuori appunto quella tempesta perfetta. Secondo me è difficile che si verifichi ancora. È vero che ci sono dei precedenti analoghi, ma analoghi non vuol dire uguali, e spesso e volentieri è uscito fuori da quelle situazioni. Adesso avrà tempo per riflettere su quanto avvenuto, già l’ha fatto nella settimana passata. Io credo che si presenterà a Wimbledon senza particolari patemi. Qualcuno è preoccupato perché non giocherà partite, ma Jannik andrà a Wimbledon credo il martedì prima dell’inizio del torneo e avrà tempo e modo di allenarsi sui campi con eccellenti sparring partner che saranno altri tennisti magari tra i primi 10-15 della classifica mondiale che si presteranno ad allenarsi con lui, perché poi il beneficio è per entrambi. Perciò io non sono preoccupato da questo periodo di inattività. Non è che tutto quello che è stato fatto nei primi 5 mesi dell’anno in automatico non conti più perché perdi al Roland Garros per una disgrazia“.
Sulle prospettive di Cobolli verso la stagione sull’erba: “Lui adesso difende i quarti di finale di Halle ed i quarti di Wimbledon, quindi 500 punti. Però chiaramente con la finale di Parigi, che gliene porta 1300, si è messo in una condizione tale da poter rimanere in quella zona della classifica ed eventualmente, se gli gira bene la stagione sull’erba, provare anche a scalare posizioni. Cobolli adesso è il numero 10 al mondo, ad Halle rischia di essere testa di serie numero 6. Pensate il livello di quel torneo. Sei numero 6 e sai già che Sinner e Alcaraz non ci sono. Cosa vuol dire? Che tutti gli atleti top vanno a giocare ad Halle. Quindi rifare i quarti di finale banale non sarà, come non sarà banale arrivare ai quarti di Wimbledon. Certo che se Flavio riuscisse nella stagione sull’erba a ripetere i risultati dello scorso anno, allora saremo al cospetto di qualcosa di veramente grande, ed un’ulteriore testimonianza del livello di questo ragazzo“.
Sul recupero dall’infortunio di Carlos Alcaraz: “Da quello che so io, non si allena ancora con la racchetta in mano, quindi non è detto che possa iniziare da subito la stagione dei 1000 sul cemento. Io penso che se non gioca i 1000 sul cemento, non va neanche a giocare gli US Open e lo rivediamo dopo. Da quello che si dice i miglioramenti sarebbero molto molto lievi. Poi se rientra magari a Montreal o Cincinnati, meglio per il tennis. Ricordiamoci che se tutto va come deve andare, lui lì sarà il numero tre al mondo, il che vuol dire rischiare di incrociare Sinner in semifinale“.
