Seguici su
LEGGI OA SPORT SENZA PUBBLICITÀ
ABBONATI

CiclismoGiro d'ItaliaStrada

Pagelle Giro d’Italia 2026: Vingegaard pronto per Pogacar? Caruso il miglior italiano dal post-Nibali, Piganzoli grande gregario

Pubblicato

il

Jonas Vingegaard
Jonas Vingegaard / Lapresse

PAGELLE GIRO D’ITALIA 2026 

Ventesima tappa, sabato 30 maggio 

Jonas Vingegaard, 10 e lode: solo un imprevisto avrebbe potuto impedirgli di vincere questo Giro d’Italia. Un po’ come accaduto al n.1 al mondo al Roland Garros. Anche oggi il danese, pur non spingendo al massimo del suo potenziale, ha fatto letteralmente il vuoto. A 29 anni è diventato l’ottavo corridore della storia a fregiarsi della leggendaria Tripla Corona, essendosi aggiudicato Giro, Tour e Vuelta. Adesso sogna la leggendaria accoppiata Giro-Tour. Si profila un duello titanico contro il grande rivale Tadej Pogacar. La sensazione è che il capitano della Visma sia tornato quello degli anni d’oro.

Felix Gall, 8: in tutte e cinque le tappe vinte da Vingegaard in questa Corsa Rosa, l’austriaco è sempre arrivato secondo. Dunque la piazza d’onore in classifica generale è più che meritata. Si tratta dell’apice della carriera dopo il 5° posto al Tour de France 2025.

Jai Hindley, 7,5: il suo Giro d’Italia di rimessa, limando con esperienza e scattando sempre negli ultimi 300 metri, si è concluso con il terzo podio in carriera alla Corsa Rosa. Per l’australiano un primo, un secondo ed un terzo posto. Purtroppo l’Italia non può contare da molti anni su corridori di questo calibro. E non stiamo parlando di Pogacar o Vingegaard…

Derek Gee, 7,5: è andato in crescendo nell’arco della corsa, esprimendosi al meglio proprio nell’ultima settimana. La quinta piazza è un risultato di prestigio. Ha perso una posizione rispetto alla scorsa edizione, confermandosi però un capitano di sicuro affidamento.

Thymen Arensman, 6: deve ringraziare Bernal per aver salvato il quarto posto in classifica. L’olandese non ha mai rubato l’occhio in questa edizione, cronometro a parte.

Egan Bernal, 7: è entrato in forma troppo tardi. Oggi ha svolto un egregio lavoro di gregario al servizio di Arensman. La top10 rappresenta il giusto premio per un corridore che ha vinto Giro e Tour in carriera, senza purtroppo tornare mai più su quei livelli dopo il grave incidente.

Afonso Eulalio, 8: stacca Piganzoli nel finale e va a prendersi meritatamente la maglia bianca di miglior giovane, nonché la sesta posizione nella generale. Al di là del gruzzoletto di oltre 6 minuti conseguito grazie alla ‘fuga bidone’ di Potenza, si è dimostrato un corridore di grande valore, che probabilmente avrebbe potuto concludere in top10 anche senza quell’episodio.

Damiano Caruso, 8: conclude l’ultimo Giro d’Italia della carriera in nona posizione a quasi 39 anni. Si tratta della quinta top10 alla Corsa Rosa: ottavo nel 2015, secondo nel 2021, quarto nel 2023, quinto nel 2025. Dopo Vincenzo Nibali, è stato il miglior corridore da corse a tappe che l’Italia abbia avuto. I risultati migliori li ha collezionati ben oltre i 30 anni.

Davide Piganzoli, 6,5: non era brillantissimo. Nell’ultima scalata verso Piancavallo è salito più di testa che di gambe. Non ne aveva per staccare Eulalio, anzi è accaduto il contrario. Conclude ottavo in classifica: in futuro può ambire a diventare uno dei migliori gregari in circolazione.

Giulio Pellizzari, 5: si stacca subito alle pendici dell’ultima salita e chiude a 18 minuti. Per sua fortuna il calvario di questo Giro d’Italia è concluso. Non bisogna nascondersi: esce fortemente ridimensionato. Avrà la forza di riconquistare la fiducia della squadra?

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI