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L’Italia è ancora viva al Roland Garros: la risposta di un movimento solido allo shock dell’eliminazione di Sinner
L’Italia c’è ancora a Parigi e sogna in grande al Roland Garros. Dopo la scioccante eliminazione di Jannik Sinner, il movimento italiano ha risposto presente e ha fatto capire al resto del mondo che dietro al numero uno del mondo c’è davvero molto, il tutto considerando l’assenza per infortunio di un giocatore del calibro di Lorenzo Musetti. Per la seconda volta nell’era Open, l’Italia ha portato nuovamente tre giocatori alla seconda settimana sulla terra rossa parigina ed il precedente era datato 2021, quando a centrare il traguardo furono Sinner, Musetti e Berrettini, con i primi due sconfitti da Nadal e Djokovic e con il terzo che sfruttò il ritiro di Federer.
Sicuramente l’eliminazione di Jannik Sinner ha creato scompiglio per un paio di giorni e tuttora cosa è successo al numero uno del mondo nel match contro Juan Manuel Cerundolo crea ancora dibattito. L’Italia ha perso senza alcun dubbio il grande favorito e per un attimo ha visto svanire completamente il sogno di poter riconquistare un titolo che manca da cinquant’anni al nostro paese. L’improvvisa crisi di Sinner ha creato paura, perchè in un attimo sembrava finito il Roland Garros per il tennis italiano, ma non è e non è mai stato così.
Da anni l’Italia si fregia di essere la nazione di riferimento per il tennis mondiale e lo fa ampiamente con merito, visto che lo dimostrano le vittorie, i giocatori presenti nella Top-20 del ranking, i successi in Coppa Davis e ancora tanto altro. Però dopo quello che è successo a Sinner serviva avere una risposta ed è prontamente arrivata grazie a Flavio Cobolli, Matteo Berrettini e Matteo Arnaldi. Un terzetto agli ottavi di finale ed ora visti anche i prossimi accoppiamenti sognare anche qualcosa in più è assolutamente lecito.
In un Roland Garros dove hanno salutato tantissime teste di serie, la terza più alta rimasta in tabellone è proprio Flavio Cobolli, numero dieci del seeding. Il romano sta viaggiando a vele spiegate e non ha ancora concesso un set agli avversari. Un torneo finora eccezionale quello di Cobolli, che ha dimostrato anche di avere una condizione fisica davvero notevole. Adesso ci sarà l’ottavo contro il super sorprendente americano Zachary Svajda ed ovviamente, inutile nasconderlo, un’occasione probabilmente irripetibile per volare ai quarti, soprattutto se Cobolli è lo stesso visto ieri in campo contro Learner Tien, spazzato via in poco meno di due ore di gioco.
Ce ne se sono volute oltre cinque invece a Matteo Berrettini per ritornare agli ottavi di finale in uno Slam. Una vittoria emozionante quella contro l’argentino Francisco Comesana, annullando anche due match point (il secondo al termine di uno scambio clamoroso), per poi sciogliersi anche in un pianto liberatorio. In quelle lacrime c’era tutta l’emozione, la tensione, ma anche le paure e gli incubi degli ultimi mesi ed anni che lo hanno visto in grande difficoltà, con anche molte malelingue che hanno parlato di un giocatore ormai poco concentrato al campo, di un tennista ormai sul viale del tramonto e che avrebbe fatto bene a ritirarsi. Berrettini non ha mai mollato e questa vittoria lo riconsegna al nostro tennis più che mai ed ora c’è la sfida proprio con quel Juan Manuel Cerundolo, in un match che ha anche un po’ il sapore della vendetta per l’Italia.
Un altro che sembrava essersi perso nell’ultimo anno è Matteo Arnaldi. Un lungo periodo buio tra sconfitte e problemi fisici, che sicuramente lo hanno condizionato molto sia nello stare in campo sia nell’avere ancora fiducia nei propri mezzi. Eppure si sta parlando di uno degli eroi della prima delle tre Davis consecutive, di un ragazzo arrivato dentro i primi trenta del mondo, che aveva già ottenuto degli ottavi Slam a New York, ma tutto questo sembrava dimenticato. All’improvviso, però, in un Challenger di Cagliari (vinto in finale contro Hurkacz) qualcosa si è riacceso e partita dopo partita si è rivisto quell’Arnaldi, quello capace di lottare su ogni punto, il guerriero che ieri vince un’altra battaglia infinita contro il belga Raphael Collignon. Ora sulla sua strada c’è l’americano Frances Tiafoe e anche per lui l’occasione è davvero grande e fa sognare un tennis italiano che a Parigi vuole stare ancora a lungo.
