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CiclismoGiro d'ItaliaStrada

Jonas Vingegaard: “Ho sentito la responsabilità e ho parlato con la giuria. Il circuito era pericoloso”

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Jonas Vingegaard
Jonas Vingegaard / LaPresse

Una quindicesima tappa del Giro d’Italia 2026 dove è successo di tutto. Sembrava apparecchiato l’arrivo in volata ed invece a giocarsi la vittoria sono stati i quattro straordinari fuggitivi. A trionfare a sorpresa dunque è stato il norvegese Fredrik Dversnes Lavik (Uno-X Mobility), che ha battuto in una volata ristretta gli italiani Mirco Maestri (Team Polti VisitMalta) e Martin Marcellusi (Bardiani CSF 7 Saber), con al quarto posto l’altro corridore del Team Polti, Mattia Bais.

La tappa è stata segnata anche dalla protesta dei corridori, che hanno ritenuto il percorso all’interno di Milano troppo pericoloso. Lo stesso Jonas Vingegaard è andato a parlare più volte con la macchina della giuria ed alla fine è stato deciso di neutralizzare la corsa prima dell’ultimo giro. 

Proprio su questa vicenda ha parlato nell’intervista a fine tappa la maglia rosa: “Tutti pensavamo che fosse troppo pericoloso. Quando siamo entrati nel circuito ci siamo avvicinati al presidente di giuria per spiegare le nostre ragioni. Come corridori dobbiamo essere contenti che ci sono venuti incontro”. 

Il danese della Visma | Lease a Bike si è mosso in prima persona per portare a questa decisione della giuria: “Ovviamente abbiamo parlato all’interno del gruppo. Sentivo che tutti avevano la stessa visione delle cose e ho sentito di avere una certa responsabilità. Mi sono rivolto alla giuria e ripeto dobbiamo essere contenti della decisione presa”. 

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