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Stefano Sottile: “Infortunio grave alla schiena, forse colpa dello squat. Nessuno come l’Italia nel salto in alto”
Stefano Sottile è stato l’ospite dell’ultima puntata di Sprint Zone, in onda sul canale Youtube di OA Sport. Il saltatore in alto piemontese, reduce da una stagione decisamente tribolata, si è raccontato a 360 gradi, toccando diversi argomenti.
Il primo punto all’ordine del giorno, ovviamente, è stato il 2025 con tutte le sue difficoltà: “Sicuramente un anno stupendo per la nascita di mia figlia, ma a livello sportivo meno. Si può parlare di una stagione molto sfortunata. Dopo un esordio stagionale indoor a 2.31 con un buon salto anche a 2.36, sentivo che non ero a posto a livello di schiena. Dopotutto era da un po’ di tempo che avevo fastidio, ma non avevo ancora fatto accertamenti. Invece, dopo quella gara, mi hanno trovato una microfrattura ad una vertebra. Sono stato fermo 3 mesi, con la raccomandazione di muovermi il meno possibile. Per uscire di casa, per esempio, dovevo mettere il busto. In poche parole un infortunio davvero pesante. Se mi fossi fermato prima di quella gara? Non sarebbe cambiato niente, a quanto mi è stato detto. Non so quale sia stato il fattore scatenante. Ricordo solo che in un allenamento ad Ancona avevo caricato gli squat e forse ho spinto troppo sulla schiena”.
Il post infortunio è stato un momento non semplice per l’atleta classe 1998: “Per un attimo ho retto bene, consapevole anche del male che pativo e che saltavo malissimo. In realtà così non è stato e sono stato fermo davvero 3 mesi. Il rientro è stato traumatico. Ho ripreso con camminate veloci, poi corsa e camminata alternata un minuto alla volta. Sono arrivato a maggio in questo modo. Sono rientrato forzando i tempi e forse è stato un errore, con il senno di poi. Ho avuto un po’ di intoppi che sono andati a peggiorare la situazione. Ora ho l’edema in forte riduzione e il problema è risolto. Mi fa ancora male, ma la situazione è in miglioramento”.
Cos’ha lasciato l’infortunio? “Abbiamo capito che l’accumulo di allenamento appesantiva invece che alleggerire. Inoltre avevo anche preso una botta al piede, non riuscivo più a staccare e ho perse altre 2 settimane. Ho proseguito con la convinzione che andando a Tokyo la misura potesse arrivare. Era un 2.25 per la qualificazione, ma per come saltavo era proibitivo anche un 2.20. A Lucca, prima dei Mondiali, avevo sentito che le percezioni erano buone, per cui ho fatto il tentativo di Tokyo. Se avessi saputo che mi sarei fermato a 2.16, nemmeno sarei andato. Ero convinto di fare meglio nonostante tutto. Che la grande manifestazione meritasse un tentativo. Non basta solo correre bene, nel salto in alto sono tanti gli aspetti da valutare”.
Stefano Sottile racconta il suo presente: “Da quando ho ripreso la preparazione non ho avuto intoppi e conto di poter gareggiare a fine gennaio a Lucca al chiuso. Non riesco a non pensare di non andare a gareggiare, anche se non sono al massimo. Al Campionato Italiano vado comunque perché è giusto esserci, ma capita che ci si vada in condizioni non ottimali. La preparazione in vista della nuova annata ha visto una riduzione dei carichi sulla schiena. Non ho tolto del tutto gli esercizi inerenti quella zona, ma li ho ridotti e compenso con altre modalità. Quando passerà il dolore? Quando la mia testa potrà andare libera”.
Il movimento azzurro è all’apice: “In Italia siamo in tanti. Partendo da Tamberi, ci sono tante realtà importanti e giovani che si stanno facendo largo. Penso che nessun altro Paese al mondo abbia così tanti atleti che possono saltare 2.25″.
I prossimi impegni: “Dopo Lucca ovviamente l’obiettivo saranno i Mondiali indoor. Per il resto dobbiamo ancora decidere sul da farsi e quali gare disputare. Poi ci saranno i Campionati Italiani ai quali punto. La misura da cercare in quest’anno saranno i 2.30″.
