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Tennis

Novak Djokovic fa marcia indietro ed abbandona il PTPA da lui fondato

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Novak Djokovic
Novak Djokovic/La Presse

Con un lungo post pubblicato sui suoi profili social, Novak Djokovic ha deciso di abbandonare il progetto PTPA (Professional Tennis Players Association), creato nel 2019 con la partecipazione del collega canadese Vasek Pospisil. L’associazione era nata con l’intento di dare voce ai giocatori nei rapporti con gli altri enti all’interno del panorama mondiale ma, dopo sei anni senza nessun rilevante traguardo, l’ex numero uno al mondo ha dovuto fare oggi un passo indietro.

Il sindacato dei giocatori, che aveva denunciato e portato in tribunale ATP, WTA, ITF e ITIA, accusandoli di un controllo monopolistico e di un sistema ingiusto del quale i giocatori erano vittime, non rappresenta più i valori che il 24 volte campione slam ha cercato in prima persona di promuovere quando scelse di fondare la PTPA.

Si chiude così un capitolo durato sei anni, nei quali, oltre alla causa contro i principali enti del tennis, l’associazione non è riuscita in nessuno degli intenti previsti, lasciando i giocatori inermi dinanzi alle decisioni prese dai circuiti professionistici. Djokovic ha comunque voluto ringraziare il compagno di avventura Pospisil, altro volto dell’associazione ed ha ribadito il fatto che continuerà a concentrarsi sul tennis giocato, chiudendo totalmente il capitolo con il PTPA.

Questo il lungo messaggio social del serbo: “Dopo un’attenta riflessione, ho deciso di abbandonare completamente la Professional Tennis Players Association. Questa decisione è frutto di continue preoccupazioni in merito a trasparenza, governance e al modo in cui la mia voce e la mia immagine sono state rappresentate. Sono orgoglioso della visione che Vasek e io abbiamo condiviso quando abbiamo fondato la PTPA, ovvero dare ai giocatori una voce più forte e indipendente, ma è ormai chiaro che i miei valori e il mio approccio non sono più in linea con l’attuale direzione dell’organizzazione. Continuerò a concentrarmi sul tennis, sulla mia famiglia e a contribuire allo sport in modi che riflettano i miei principi e la mia integrità. Auguro ai giocatori e a tutti coloro che sono coinvolti il ​​meglio per il futuro, ma per me questo capitolo è ormai chiuso”.

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