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LA 2028: quali “nuovi” sport stanno entrando nel programma olimpico (e quali restano alla porta)

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Inghilterra cricket femminile
Inghilterra cricket femminile / LaPresse

Negli ultimi cicli olimpici il programma dei Giochi estivi è diventato sempre più “dinamico”: accanto a un nucleo di discipline stabili, il Comitato Olimpico Internazionale consente al comitato organizzatore della città ospitante di proporre alcuni sport aggiuntivi, valutati in base a criteri che premiano sostenibilità, costi controllati, sicurezza degli atleti, appeal globale e interesse del Paese ospitante.

Per Los Angeles 2028, questa finestra di opportunità si è trasformata in una scelta molto chiara: cinque sport sono stati approvati come “additional sports” e faranno parte del programma olimpico dei prossimi Giochi.

Di seguito, un approfondimento su cosa entrerà davvero a LA28, perché proprio quei cinque sport sono riusciti a superare il “taglio” e quali discipline erano considerate “in corsa” ma non hanno trovato spazio.

Come si aggiunge (davvero) uno sport alle Olimpiadi

La logica non è più quella delle vecchie “discipline dimostrative”: gli sport extra proposti dalla città ospitante, se approvati, assegnano medaglie a pieno titolo, ma la loro presenza non è automaticamente garantita per le edizioni successive. È una leva per rendere i Giochi più aderenti al contesto locale e alle tendenze sportive, senza far esplodere budget, infrastrutture e complessità organizzativa.

Nel caso di LA28, i criteri dichiarati puntano soprattutto su riduzione di costi e complicazioni, valorizzazione di venue esistenti, attenzione a salute e sicurezza degli atleti, e capacità di accendere l’interesse del pubblico (sia locale sia globale).

I cinque sport approvati per LA28

Il Comitato Olimpico Internazionale ha approvato la proposta di Los Angeles per cinque sport aggiuntivi: baseball/softball, cricket (T20), flag football, lacrosse (sixes) e squash.

1) Baseball/Softball: ritorno a richiesta

Baseball e softball sono un caso particolare: hanno una storia olimpica discontinua e sono spesso legati alla disponibilità di impianti e al calendario dei campionati professionistici. A LA28 rientrano perché negli Stati Uniti l’infrastruttura è pronta, l’interesse domestico è forte e l’impatto mediatico è potenzialmente alto.

2) Cricket (T20): spinta globale e formato televisivo

Il cricket torna ai Giochi in versione T20, un formato breve e “televisivo”, pensato per stare in palinsesto e parlare a nuove generazioni. La scelta è anche un messaggio di apertura verso mercati enormi (India e Commonwealth), dove il cricket è sport di massa e può amplificare attenzione e diritti media.

3) Flag football: la variante “leggera” del football americano

Il flag football è una versione a contatto limitato del football: niente placcaggi, più velocità e meno rischio di impatti pesanti. Per LA28 è un modo di portare un simbolo sportivo statunitense in un formato più compatibile con i vincoli olimpici (sicurezza, tempi gara, gestione dei roster).

4) Lacrosse (sixes): velocità e tradizione

Il lacrosse rientra con la variante “sixes”, più rapida e compatta. È una disciplina con radici nordamericane profonde e, allo stesso tempo, una crescita internazionale che ha aiutato la candidatura.

5) Squash: l’attesa lunga, finalmente premiata

Lo squash inseguiva il traguardo olimpico da anni. A LA28 debutta perché si presta bene a impianti relativamente “snelli” (campi temporanei o adattabili), ha una struttura di gara chiara e un seguito diffuso in molti Paesi.

Perché proprio questi cinque? Il ruolo di venue, costi e “spazio” nel programma

Dietro la selezione non c’è solo la popolarità: l’IOC e LA28 hanno insistito sull’idea di massimizzare l’uso di impianti esistenti e condividere venue fra più sport, limitando costruzioni e strutture temporanee complesse.

C’è anche un tema di “capienza” del programma: aggiungere sport significa trovare equilibrio tra numero di eventi, quote atleti e sostenibilità complessiva. In varie fasi del percorso verso LA28 si è discusso del tetto massimo di atleti e della necessità di non far crescere all’infinito la macchina olimpica.

Questa attenzione al formato “compatto” spiega perché, per alcuni sport selezionati, si punti a versioni più brevi e spettacolari (T20 nel cricket, sixes nel lacrosse, e un football non-contact come il flag).

Gli altri candidati: chi era in shortlist e perché è rimasto fuori

Prima della scelta finale, LA28 aveva valutato una rosa più ampia di sport proposti da diverse federazioni. In particolare, in una shortlist circolata in documenti e ricostruzioni di settore comparivano, oltre ai cinque poi approvati, anche breaking, karate, kickboxing e motorsport.

Il caso più emblematico è il breaking: entrato a Parigi 2024, non è stato confermato per Los Angeles, segno che l’effetto novità non basta se non si incastra perfettamente con priorità locali e vincoli di programma.

Per discipline come karate e kickboxing, il nodo tende a essere la competizione per lo spazio (eventi, categorie, quote) e la capacità di dimostrare un vantaggio netto rispetto a sport già presenti o già molto affini come logiche di pubblico e gestione gara. Il motorsport, invece, porta con sé questioni peculiari: standardizzazione dell’equipaggiamento, sostenibilità, costi e coerenza con l’impianto olimpico tradizionale.

L’effetto “ecosistema”: visibilità, dati e mercati che ruotano attorno alle discipline

Quando un nuovo sport entra alle Olimpiadi, non cambia solo il calendario: cambiano narrazioni, investimenti, strutture federali e attenzione mediatica. È anche uno dei motivi per cui l’universo olimpico genera enormi quantità di statistiche e indicatori di performance che vengono riutilizzati dall’informazione sportiva e, più in generale, dai mercati di quote legati alle competizioni, inclusi quelli delle scommesse sportive online, senza che questo sia (né debba diventare) il centro del racconto olimpico.

Cosa aspettarsi adesso (e cosa può succedere oltre LA28)

Per i cinque sport aggiuntivi approvati, i dettagli su eventi, format definitivi e quote atleti vengono rifiniti lungo la Road to LA, anche in relazione all’equilibrio complessivo del programma.

La lezione, però, è già chiara: oggi uno sport “in procinto di diventare olimpico” deve dimostrare non solo di essere bello da vedere, ma anche di essere praticabile dentro l’ingegneria dei Giochi — impianti, costi, tempi TV, sostenibilità, sicurezza, universalità. E LA28, con le sue cinque scelte, è un esempio molto concreto di come questa nuova filosofia stia plasmando le Olimpiadi moderne.

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