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Ciclismo, Jonas Vingegaard: “Sono stato vicino all’esaurimento nervoso. Serve più dialogo fra corridori e squadre”
Jonas Vingegaard sarà al via del Giro d’Italia 2026. Una splendida notizia per gli appassionati della “Corsa Rosa” che potranno così ammirare sulle strade del Bel Paese le pedalate del due volte vincitore del Tour de France: un fuoriclasse di assoluto valore.
In queste ore però il classe 1996, in un’intervista con il media danese Feltet, ha raccontato il suo percorso nell’ultimo periodo portando a esempio anche quando successo a Simon Yates, con il britannico (compagno di squadra nel team Visma|Lease a Bike) che ha comunicato – a sorpresa – il ritiro immediato dall’attività agonistica: “Anche io sono andato molto vicino all’esaurimento. È uno sport logorante, con tutti i periodi di allenamento che devi fare. E, parlando di Yates, conosco il programma che aveva dovuto affrontare l’anno scorso. Quindi, capisco quanto possa essere stata dura per lui. Ho grande rispetto per il fatto che abbia deciso di fermarsi quando ha capito di essere arrivato al limite”.
Poi ha aggiunto sempre sul tema: “Non do colpe alla squadra. Sta anche ai corridori far presente alla squadra quando si arriva a fare troppo, che non si riesce più a gestire la cosa e che è meglio cambiare qualcosa. Certo, loro ci chiedono molto ed è difficile dire alla tua squadra che non puoi fare quello che ti chiedono. Io stesso non sono stato sempre in grado di esprimere quello che pensavo ed è probabilmente il motivo per cui ho fatto fatica in alcuni momenti in passato”.
Infine Jonas Vingegaard ha specificato: “Sono arrivato a capire che, se non avessi parlato, mi sarei esaurito anche io. Quindi, sono riuscito a dire ‘dobbiamo fare le cose in maniera diversa’. Ne ho parlato con la squadra e ci siamo trovati d’accordo”.
