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Ciclismo, la follia di piazzare gli Europei la settimana dopo i Mondiali: come svilire una competizione

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Tadej Pogacar
Tadej Pogacar - Lapresse

Neanche il tempo di terminare la manifestazione iridata che ci si sposta su quella continentale. Il ciclismo su strada dopo i Mondiali di Kigali è già proiettato su un altro appuntamento importante: gli Europei in Francia, più precisamente nei dipartimenti Drôme e Ardèche.

Una scelta che fa discutere, perché costringe corridori e squadre a un trasferimento lungo e complesso, con tutte le difficoltà logistiche legate al viaggio e al cambio di condizioni climatiche e ambientali. Un calendario così serrato non permette agli atleti di recuperare al meglio e rischia di togliere lustro a una manifestazione che, sulla carta, meriterebbe ben altro spazio.

Il problema di fondo è legato alla struttura della stagione ciclistica, con un World Tour sempre più compresso e intasato di eventi. Trovare le giuste collocazioni diventa complicato e il risultato è quello di accavallare due rassegne di importanza enorme come Mondiali ed Europei, con il rischio di svilire quest’ultima.

La fortuna, almeno per questa edizione, è che alcuni grandi campioni hanno comunque deciso di presentarsi al via: Tadej Pogacar, Jonas Vingegaard e Remco Evenepoel saranno i protagonisti annunciati di una prova in linea che promette spettacolo. Una sfida di altissimo livello che salverà l’interesse attorno all’Europeo 2025.

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