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Sci Alpino

Sci alpino, l’Italia maschile ferma a “Quota 33”. Non vince più nessuno. Il viaggio ripartirà prima di Milano-Cortina 2026?

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Florian Schieder
Florian Schieder - Lapresse

La primavera, per gli sport della neve, rappresenta il momento del riposo dopo l’intensa stagione agonistica. Tuttavia, è contemporaneamente anche la fase dell’anno in cui si pianifica l’inverno futuro e si può (si deve?) effettuare qualche riflessione. Al riguardo, è doveroso aprirne una relativa allo sci alpino maschile.

Per farlo, si pone una domanda al lettore. Senza andare a fare ricerche su Google o sui database online dedicati, chi sta leggendo queste parole saprebbe dire qual è stata l’ultima volta in cui uno sciatore italiano ha festeggiato la prima vittoria della carriera?

Quesito intrigante, n’est-ce pas? La risposta non è immediata. Nell’agevolarla, si può subito puntualizzare che non si tratta di Dominik Paris. Certo, il veterano altoatesino ha firmato le ultime 15 affermazioni azzurre nel massimo circuito, ma la maiden victory dell’ormai trentacinquenne sudtirolese è datata 29 dicembre 2012. C’è chi ne ha festeggiata una dopo di lui. Chi?

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La risposta è Stefano Gross, che avrà anche vinto una sola gara in carriera, ma… l’ha vinta! Correva l’11 gennaio 2015 e l’oggi trentasettenne di Pozza di Fassa trionfò nello slalom di Adelboden. Era, dunque, la stagione 2014-15.

Questo implica che l’Italia dello sci alpino maschile abbia appena archiviato il nono inverno consecutivo senza dare il benvenuto a un nuovo membro nel club dei propri atleti vincenti. La sequenza, ovviamente, non ha alcun precedente ed è già da anni la più lunga di sempre.

Ci si pone, dunque, un altro quesito. È destinata a raggiungere la doppia cifra? Per la verità, nel 2023-24 non siamo andati tanto lontani dall’interromperla. A Florian Schieder sono mancati 5 piccoli, ma determinanti, centesimi nella discesa libera di Kitzbühel. Inoltre Guglielmo Bosca ha mancato il successo nel Super-G di Garmisch-Partenkirchen per meno di due decimi.

In più Mattia Casse, in un passato leggermente meno recente, i suoi podi li ha portati a casa; e poi c’è sempre quella croce e delizia chiamata Alex Vinatzer, sul cui carro tanti salgono e scendono con rapidità, ma che è troppo talentuoso per non attestarsi al vertice. Prima, o poi.

Chiudiamo con un’ultima domanda, la terza. Dove, come e quando si festeggerà l’avvento del XXXIV sciatore italiano capace di vincere una gara di Coppa del Mondo? La speranza è di accogliere questa benedetta figura in tempi celeri, giusto in tempo per evitare di approcciare l’inverno olimpico di casa ancora fermi a “Quota 33”.