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Sci Alpino

Sci alpino, Are pista tabù: mai una vittoria per l’Italia nel gigante femminile

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Federica Brignone / LaPresse

Ultimo fine settimana prima delle finali di Saalbach per la Coppa del Mondo 2023-2024 di sci alpino, con il tramonto della stagione ormai alle porte. Il circuito femminile rimane in Scandinavia, spostandosi dalla Norvegia alla Svezia. Ad Are sono in programma un gigante e uno slalom, e potrebbero in entrambi le classifiche di specialità arrivare i verdetti prima dell’ultima gara. Gli orari sono gli stessi in entrambi i giorni, prima manche alle 10.30 e seconda alle 13.30.

Are è una località storica per il Circo Bianco, che in passato ha ospitato tutte le discipline. Negli ultimi anni si è corso principalmente nelle specialità tecniche, con la velocità però ovviamente presente ai Mondiali 2019, l’ultimo grande evento disputato in terra svedese, che sogna di ospitare le Olimpiadi da un po’ di tempo. L’Italia si è sempre ben comportata ad Are, e complici anche le tante gare fatte qui il palmares è decisamente ampio, ma con il tarlo vittoria. Solo uno è il successo azzurro al femminile in questa località, a fronte di 9 secondi e 8 terzi posti, per un totale di 18 piazzamenti sul podio.

L’unica vittoria è anche piuttosto recente, datata 15 marzo 2018, e arrivata in discesa libera grazie a Sofia Goggia, in stato di grazia dopo la medaglia d’oro olimpica, che ha dominato nell’occasione del Test Event in vista della manifestazione iridata dell’anno successivo. Per quel che riguarda le porte larghe, invece Are è ancora un tabù, con nessun successo delle azzurre nella storia.

Diversi invece sono stati i podi, l’ultimo e più recente, quello dello scorso anno di Federica Brignone in gigante, seconda alle spalle di Mikaela Shiffrin, una che a queste latitudini spesso è risultato dominante. La tigre valdostana, prima di domenica scorsa, non aveva mai vinto in Scandinavia nella sua carriera, e dopo aver messo una spunta verde a fianco della Norvegia, sabato potrebbe essere l’occasione giusta per debellare anche la Svezia dal nome dei paesi in cui Brignone non ha ancora fissato una bandierina sul gradino più alto del podio.

Tornando indietro nel tempo, il primo piazzamento italiano in top-3 ad Are risale al 1993, quando la mitica Deborah Compagnoni colse un terzo e un secondo posto in due gare consecutive, prima in superG e poi in gigante. Due anni dopo la nativa di Santa Caterina Valfurva è tornata sul podio, , con un altro terzo posto in supergigante. Il giorno prima, il 17 febbraio 1995, Isolde Kostner fu seconda in discesa, inaugurando la serie di podi italiani nella specialità più veloce ad Are. Kostner trovò poi in carriera altri due podi a queste latitudini, sempre in discesa, senza mai però chiudere in vetta una gara.

Per quel che riguarda il gigante diverse specialiste italiane sono riuscite a salire sul podio: è il caso di Daniela Merighetti (agli inizi della carriera) e Denise Karbon, rispettivamente seconda e terza nella gara di 21 anni fa vinta per un soffio dalla padrona di casa Anja Paerson; oppure di Manuela Moelgg (3a il 14 febbraio 2009). Brignone si è sempre comunque trovata più che discretamente ad Are, annoverando nel suo bottino anche il secondo posto del 2012 e il terzo del 2015. Anche Marta Bassino è salita sul podio in terra svedese, con la piazza d’onore, dietro alla slovacca Petra Vlhova, di due anni fa.

Tornando alla velocità è arrivato da queste parti uno dei pochi piazzamenti tra le prime tre di Lucia Recchia (19 febbraio 2005), mentre sono due i podi in totale (uno in gigante e uno in superG) dell’indimenticata e indimenticabile Nadia Fanchini. Insomma, ad Are si possono contare diversi piazzamenti con quasi tutte le sciatrici più rappresentative del nostro movimento, e chissà che questo fine settimana non si trovi finalmente la seconda vittoria, ovviamente in gigante, perché per farlo in slalom servirebbe più di un miracolo.