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Atletica, Chituru Ali si candida per la 4×100: risorsa da sfruttare, ma chi può lasciargli il posto?

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Chituru Ali
Ali / Grana/FIDAL

Chituru Ali potrebbe sparigliare le carte in tavola in ottica 4×100 e ha tutte le credenziali per potersi inserire nel quartetto che parteciperà agli Europei di Roma a inizio giugno e alle Olimpiadi di Parigi 2024 ad agosto, quando l’Italia sarà chiamata a difendere il titolo conquistato tre anni fa a Tokyo. Il velocista italiano, tornato in auge dopo un anno lontano dalle piste a causa di una serie di problemi fisici, ha dimostrato buona parte del suo talento in occasione dei Mondiali Indoor, riuscendo a raggiungere la finale dei 60 metri. Il 24enne comasco ha corso in 6.53, togliendo quattro centesimi al personale siglato due settimane fa agli Assoluti, diventando il quarto italiano di sempre sulla distanza e rappresentando il Bel Paese nell’atto conclusivo della velocità in sala a due anni di distanza dal trionfo iridato di Marcell Jacobs, che si imposedavanti allo statunitense Christian Coleman (ieri dominatore in 6.41) dopo l’apoteosi a cinque cerchi.

Chituru Ali non si è nascosto nelle dichiarazioni rilasciate al termine dell’evento attraverso i canali federali: “Questo è un buon ritorno, mi fa sperare per le outdoor: 100 metri, ma proverò anche i 200. Staffetta? Per il prof Di Mulo sono sempre disponibile…“. Il colosso azzurro vanta un personale di 10.12 sul rettilineo all’aperto, siglato un paio di anni fa a Monaco, quando raggiunse la finale vinta da Jacobs. In staffetta gareggiò ai Mondiali 2022, correndo l’ultima frazione dopo Lorenzo Patta, Filippo Tortu, Fausto Desalu: nei fatti prese il posto di Jacobs nel quartetto che vinse ai Giochi, ma con una composizione rivista rispetto a quella che scrisse la storia in Giappone. Gli azzurri chiusero in 38.74, rimanendo fuori dalla finale. Agli Europei dello stesso anno corse sempre in ultima frazione dopo Patta, Hillary Wanderson Polanco, Matteo Melluzzo: tempo di 39.02 e azzurri fuori dall’atto conclusivo.

Ieri sera Chituru Ali ha accusato dei crampi in finale e si è rialzato, giungendo al passo al traguardo. Non sembra nulla di grave e l’auspicio è appunto di rivederlo performante in estate. Si diceva del suo impiego in staffetta. Innanzitutto servirà una conferma del suo valore sui 100 metri, dove dovrà fornire una serie di risposte cronometriche di livello importante: se dovesse ripetersi sui livelli del personale e magari avvicinare i 10 secondi netti, allora bisognerà seriamente pensare a un suo inserimento. Il rebus sarà complicato per Di Mulo, perché un titano di quasi due metri potrà difficilmente essere impiegato in curva e dunque gli si dovrà assegnare quasi sicuramente il rettilineo della seconda frazione o la chiusura. Una seconda frazione che è però nei fatti occupata da Marcell Jacobs: è la più lunga ed è sempre lì che il Messia ha fatto la differenza, sia a Tokyo che l’anno scorso a Budapest.

Avere Ali in chiusura porterebbe uno spostamento di Filippo Tortu dalla sua abituale frazione conclusiva, quella in cui è entrato nella leggenda ai Giochi e in cui è stato mirabolante anche agli ultimi Mondiali. Il velocista lombardo potrebbe benissimo destreggiarsi in curva (d’altronde è ormai uno specialista dei 200 metri), facendo magari da collettore proprio tra Jacobs e Ali. Con tutte le incognite del caso legate ai cambi, su cui ovviamente bisognerà lavorare. Al lancio? Roberto Rigali è stato maiuscolo a Budapest, Lorenzo Patta aveva sorpreso alle Olimpiadi. Da questo gioco ovviamente non va escluso Fausto Desalu: la sua pennellata in curva fu leggendaria tre anni fa, ma è reduce da un 2023 sottotono e andrà rivalutato nei prossimi mesi. Sembra esserci l’imbarazzo della scelta verso i due grandi appuntamenti della stagione…