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IL CAPOLAVORO di Jasmine Paolini! Vittoria storica a Dubai, è in top15!

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Jasmine Paolini
Paolini / LaPresse

Jasmine Paolini conquista il titolo più importante della sua carriera. Il WTA 1000 di Dubai è suo: è la seconda italiana a conquistarlo dopo Sara Errani nel 2016 (quando, per alternanza con Doha dell’epoca, era un Premier, cioè un 500 odierno), nonché la terza a vincere un titolo di categoria uguale o affine dopo Flavia Pennetta a Indian Wells nel 2014 e Camila Giorgi a Montreal nel 2021. Battuta la russa Anna Kalinskaya per 4-6 7-5 7-5.

Il primo set non parte bene per l’italiana, che si ritrova subito a dover fare i conti con ragnatele a tinte potenti di Kalinskaya. Il break arriva subito, ma Paolini non ha intenzione di lasciar scappare l’avversaria, dal momento che arriva il controbreak con un mix di spinta di dritto e qualche errore di troppo della russa. Ne esce un momento quantomeno particolare del match, in cui ognuna cerca di aggredire sul servizio dell’altra e c’è anche una discreta quantità di errori. Quando Paolini sale sul 4-3 e 0-15 manca un dritto non difficile, e di qui in avanti Kalinskaya ne esce rinfrancata. Nel prosieguo cede soltanto due 15 e porta a casa il parziale d’apertura per 6-4.

Sembrerebbe tutto andare dalla parte della russa, anche perché alla ripartenza Paolini perde di nuovo la battuta a 15. I servizi vengono poi seguiti fino al 2-3, momento nel quale gli errori di Kalinskaya portano l’italiana ad avere due palle break. Basta la prima: rovescio lungolinea ed è 3-3. A questo punto la toscana riesce a trovarsi con un maggior numero di frecce al proprio arco, e soprattutto con più libertà di fare ciò che gradisce di più. Il risultato è che, sul 6-5 in proprio favore, s’inventa un game che, tra primo punto fortunato e altri di gran pregio sotto tutti gli aspetti del gioco, le regala l’allungamento del match.

Come in una fotocopia, però, arriva un’altra volta il break in apertura a favore di Kalinskaya, stavolta generato da un doppio fallo di Paolini. La russa appare tuttavia nervosa, con poca tranquillità nonostante il nuovo vantaggio. Il problema è che per entrambe si tratta di un momento particolare, con i primi tre turni di servizio del set decisivo che non vengono tenuti. A quel punto Kalinskaya riesce a tenere fino al 5-3, dopo che sul 4-3 è in grado di annullare una chance di controbreak sfruttando qualche imprecisione di Paolini. La russa, però, finisce divorata dalla tensione, al contrario della toscana che continua a giocare con tantissima fiducia e convinzione nei propri colpi, spesso profondi. Il risultato è che, in un attimo, tutto si ribalta ed è un’altra gioia per l’Italia tennistica, che ne sta vivendo davvero tante in questo 2024.

I numeri parlano in modo chiaro a favore dell’azzurra: 68%-66% di prime in campo, 60%-53% di punti vinti sulla prima e 55% pari sulla seconda. Ma, se ancora c’è una parità sui vincenti (29-29), sono i gratuiti di Kalinskaya, aumentati di molto nel finale, a fare la differenza: 40 i suoi, 28 quelli di Paolini. Il tutto per una giornata che non sarà dimenticata, e che significa numero 14 del ranking WTA per l’azzurra. Una vetta così, in casa Italia, non si vedeva dai tempi delle Magnifiche Quattro.