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Biathlon, la Francia domina la staffetta mista dei Mondiali a Nove Mesto. Gara horror per l’Italia

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Lisa Vittozzi
Vittozzi / LaPresse

Ha piovuto sul bagnato per l’Italia nella gara inaugurale dei Mondiali di biathlon di Nove Mesto na Morave. La staffetta mista ha aperto il programma della manifestazione iridata, come avviene ormai abitualmente dal 2011. Questo format ha assegnato medaglie per la XVII volta nella storia e il Bel Paese non ha risposto presente, contrariamente alle previsioni ricordando l’argento dell’anno scorso a Oberhof e del 2020 ad Anterselva, oltre che il bronzo del 2019 a Östersund.

Una prova complicata, per la fastidiosa interferenza di Giove Pluvio, che specialmente ai primi due frazionisti azzurri ha dato tanto fastidio nelle sessioni di tiro. Didier Bionaz al lancio è incappato in due giri di penalità (2+6), affossando fin da subito le ambizioni della squadra italiana. Quasi sulla stessa lunghezza d’onda in negativo la prestazione di Tommaso Giacomel con un giro di penalità (1+4). Alla fine della fiera, a metà gara l’Italia era in 20ma posizione con un distacco di 3:05.6.

Hanno cercato Dorothea Wierer e Lisa Vittozzi di salvare il salvabile, interpretando il tutto anche come un allenamento in vista di quel che sarà. L’altoatesina ha chiuso con l’uso di solo due ricariche, riportando l’Italia in 13ma posizione, mentre Vittozzi è stata strepitosa nel primo poligono a terra e meno in piedi, tentando l’all-in (tre ricariche). In definitiva, decima piazza per il quartetto tricolore (3+15) a 4:02.8.

Gara in cui è stata la Francia a trionfare, interrompendo la serie di quattro affermazioni consecutive della Norvegia. Il quartetto formato da Eric Perrot, Quentin Fillon Maillet, Justine Braisaz-Bouchet e da Julia Simon è riuscito imporsi, nonostante un giro di penalità (Braisaz-Bouchet) e l’uso di nove ricariche, a precedere la Norvegia (0+8) di 45.2 e la Svezia (0+10) di 1:01.7.

A completare la top-5 sono state una sorprendente Svizzera, eccezionale al poligono (0+3), a 1:02.9 e la Germania (1+9) a 1:30.9. Tedeschi che avevano iniziato la loro staffetta in maniera spettacolare con Justus Strelow e Philipp Nawrath, in lizza per il metallo pregiato, ma poi la terza frazione di Franziska Preuss (1+6) è costata caro alla formazione teutonica e Vannessa Voigt, pur precisa nelle sessioni di tiro, non ha potuto fare molto per via di una velocità sugli sci stretti non eccezionale.