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Scherma, assordante ruggito svizzero. Il prepotente avvio elvetico nella spada avrà un seguito a Vancouver?

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Spada Scherma

Il secondo appuntamento della stagione della scherma andrà in scena questa settimana. Se si ragiona in un’ottica ad ampio respiro, i riflettori devono giocoforza essere puntati sulla spada. Non solo per l’incredibile coincidenza verificatasi a Legnano nel settore femminile, bensì perché l’Èpée ha regalato un fortissimo tema d’interesse in vista della tappa di Vancouver. Si parla dell’eclatante partenza della Svizzera.

In ambito maschile l’evento di Berna si è risolto in un’autentica apoteosi rossocrociata. La vittoria è stata appannaggio da Lucas Malcotti, il quale ha superato in finale Alexis Bayard. Un trionfo atteso quasi sei anni, ovvero dall’ultimo hurrà della carriera dell’eterno incompiuto Max Heinzer. L’oggi trentaseienne nativo di Lucerna (ma formatosi a Basilea) fu peraltro protagonista dell’ultima finale tutta elvetica, quella di Buenos Aires 2012, quando cedette a Fabian Kauter. Insomma, fra gli uomini la Svizzera non vinceva dal marzo 2018 e non monopolizzava una finale da 11 anni e mezzo!

L’accaduto, già rimarchevole di per sé, si carica di ulteriore significato se si guarda all’altra metà del cielo. Difatti, pressoché in contemporanea, Pauline Brunner è arrivata a giocarsi il successo contro Margherita Guzzi Vincenti nell’inopinato epilogo di Legnano. Ça va sans dire, mai la ventinovenne di La Chaux-de-Fonds si era issata alla sfida decisiva di una tappa di ambito globale.

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È passato quasi un decennio dal momento in cui, fra le donne, una lama rossocrociata era stata capace di raggiungere l’atto conclusivo di un appuntamento di primo livello. Si deve tornare al gennaio 2014 e all’affermazione di Tiffany Geroudet a Doha. Ovviamente, sempre nella spada, da sempre arma prediletta dagli elvetici e dalle elvetiche.

Insomma, i nostri “vicini di casa” meritano un occhio di riguardo a Vancouver. Quanto verificatosi a novembre fra l’Alto milanese e la Verwaltungsregion Bern-Mittelland potrebbe rappresentare un avvincente filone tematico da seguire sino ai Giochi olimpici di Parigi 2024, dove la Svizzera andrà all’assalto di una medaglia che manca da Atene 2004 (uomini) e Sidney 2000 (donne).

Foto: La Presse