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America’s Cup, Gabriele Bruni: “Luna Rossa era la più veloce. Non sappiamo se Tita farà le Olimpiadi”

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Luna Rossa

Iniziate le prime regate di avvicinamento all’America’s Cup che si svolgerà a Barcellona nella prossima stagione. Nel Mar Rosso, in Arabia Saudita, precisamente a Jeddah, protagonista anche Luna Rossa che ha già fatto vedere di che pasta è fatta e lancia la sfida ad Emirates Team New Zeland verso il prossimo anno.

Al commento per i Sky Sport Gabriele Bruni, tecnico federale, che è stato intervistato da Stefano Vegliani all’interno della rubrica di Sport2U Sail2U, sul canale Youtube di OA Sport.

C’era curiosità sulla location: “Jeddah era un posto caldo, c’era questa brezza termica, con un vento che c’è sin dal mattino, per cui abbiamo assistito a delle regate con quattordici o quindici nodi. In ogni caso giornate varie con vento che cambiava. La vittoria è andata al team che ha regatato al meglio (ovvero New Zealand, ndr)”. 

Differenze rispetto alle regate in Spagna a Vilanova: “Deve essere presa con le pinze, era la prima. C’era pochissimo vento, la raffichetta può fare la differenza. C’era chi cascava dal foil”. 

Su Luna Rossa: “Bisogna basarsi sulla squadra e non sulla forza dei singoli individui. Solo con elementi validi si può puntare alla Coppa America. L’equipaggio può cambiare anche di regata in regata. L’obiettivo è arrivare a quattro mesi prima della manifestazione con una squadra fortissima. Mentre si regatava a Jeddah gli altri elementi stavano lavorando a Cagliari. Si lavorava su due fronti entrambi importanti. Chi timonerà mi interessa relativamente”. 

L’interpretazione delle regate a Jeddah: “Ho visto tante cose che Ruggero Tita applica sul Nacra come principio anche su Luna Rossa. Per tanti giorni è stata la più veloce in acqua, che non accadeva da tanto. Mi ha colpito di più il fatto che Luna Rossa partisse male e recuperasse strada facendo. Abbiamo visto miglioramenti che poi ti fanno vincere le gare”. 

Sul problema al radiatore: “Purtroppo è accaduto, ma è stato bravo Max Sirena a non accampare scuse. New Zeland ha vinto, forse avrebbe vinto lo stesso”. 

Su Marco Gradoni: “Alla sua età ha fatto grandi cose. Ha fatto la scelta di lasciare le classi olimpiche per buttarsi su Luna Rossa. Subito feedback positivi, con il tempo è migliorato. È maturato tantissimo, è un ragazzo molto intelligente”. 

Guardando alle Olimpiadi di Parigi: “Puntiamo molto ad una medaglia. Ancora non abbiamo fatto la scelta se andrà Tita o andrà Ugolini. C’è grande difficoltà a coordinare tutto questo lavoro con gli allenamenti con Luna Rossa”. 

L’INTERVISTA COMPLETA A GABRIELE BRUNI

Foto: Ivo Rovira/America’s Cup