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Paolo Pizzo sta con Jannik Sinner dopo il ritiro di Parigi-Bercy: “Sport, sei malato!”

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Oltre il tennis. Sono state diverse le reazioni dopo il ritiro di Jannik Sinner dal torneo di Parigi-Bercy. L’altoatesino, costretto a disputare il suo primo match in orario notturno (fine alle 02.37), ha deciso di non presentarsi nella partita contro l’australiano Alex de Minaur, giustificando il tutto per il poco tempo di recupero e la necessità di concentrarsi su altri eventi per lui prioritari (ATP Finals e Coppa Davis).

Una problematica che va al di là della realtà squisitamente tennistica. A tenere banco è il rispetto degli atleti nel loro atto agonistico, in un sistema in cui il calendario è congestionato. A parlarne è stato Paolo Pizzo, campione della scherma (due ori mondiali e un argento olimpico nella spada). “Quello della congestione dei calendari sportivi è una problematica di tutte le discipline, troppe gare ravvicinate vanno a scapito della tecnica e il primo specchio sono, ad esempio, gli stadi vuoti e la sovrapposizione degli atleti. Trovo scandaloso che un top come Sinner sia stato messo in queste condizioni, non capisco come l’ATP permetta una cosa del genere quando esistono anche software che aiutano a schedulare gli eventi“, le sue parole all’ANSA.

Tenere certi ritmi non va bene, anche solo mentalmente. Ci vuole molto coraggio a seguire l’esempio di Sinner. E’ come dopo un importante esame all’università, preparato per mesi, il giorno dopo ne dovessi sostenere un altro. Anche io nella mia carriera agonistica ho faticato a tenere certi ritmi. Mi sono operato quattro volte, due alla mano armata, una al gomito ed una al crociato“, ha sottolineato Pizzo.

Giusta quindi la decisione di Jannik: “Ben vengano decisioni come quella di Jannik Sinner, ma si sta andando in una direzione malata. L’atleta non può essere strumento da circo finalizzato allo spettacolo. Il rispetto ed il benessere dell’atleta, di qualunque disciplina si tratti, viene prima di tutto e devono essere consentiti i tempi di recupero, e questo oggi non è garantito“.

Foto: Federscherma