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Monaco sulla Coppa Davis: “Senza Arnaldi non saremmo qui. Sinner ha brutalizzato De Minaur”

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Italia Coppa Davis

Capolavoro azzurro in quel di Malaga. La Nazionale italiana di tennis è riuscita a risalire dopo 47 anni sul tetto del mondo: il Bel Paese ha vinto la Coppa Davis battendo nell’ultimo atto l’Australia. Jannik Sinner, il trascinatore, assieme a Matteo Arnaldi, Lorenzo Sonego, Simone Bolelli e Lorenzo Musetti sono riusciti a conquistare il titolo. Alla guida un super capitano come Filippo Volandri. Ad analizzare il trionfo il commentatore tecnico Guido Monaco nella trasmissione Sport&Go2u.

Le sue parole: “Siamo in un’epoca diversa rispetto a quella di Panatta. La Coppa Davis è stata vinta nell’anno in cui sembrava quello meno buono visto ciò che è successo in quel di Bologna nelle qualificazioni”. 

Poi l’esaltazione di un personaggio non atteso: “Arnaldi è stato buttato nella mischia a Bologna con il Cile ed ha vinto una partita con Garin senza aver mai giocato indoor, dopo un inizio da incubo. Poi vince il suo singolo in giorno dopo con la Svezia. Qui gioca una gran partita con l’Olanda, viene buttato dentro nella giornata decisiva e pur nella grande tensione ad alternare punti buoni con punti non eccezionali, ma ha avuto la forza di nervi di battere Popyrin che su quei campi non è scarso. La sua storia è forse superiore a quello che ha dato Sinner, perché da Sinner te l’aspetti. Senza di lui non saremmo qui”.

Sull’ultimo incontro di domenica vinto da Sinner: “A De Minaur l’ha brutalizzato oltre ogni modo. Di solito lo prende a pallate, ieri (domenica, ndr) ha dominato. Non sembrava il numero 12 al mondo, ma uno sparring partner”. 

La situazione tecnica di Sinner: “Queste ultime settimane hanno fatto capire che la fiducia nei propri mezzi nel tennis ha un’importanza determinante. Nei momenti di grande fiducia ti vengono bene anche i colpi meno sviluppati. Che potesse servire bene non avevo dubbi, che ci arrivasse così in fretta mi ha stupito. Il diritto può essere anche devastante, ma probabilmente è l’unico colpo del repertorio che va in frantumi, quindi è da allenare ancora. Il rovescio invece è stato allenato guardando quello di Djokovic”. 

Sulla sfida con la Serbia: “Kecmanovic con Musetti e Draper ha giocato delle partite clamorose. Musetti per vincere un set ha dovuto inventare qualcosa di non normale. In doppio è invece sembrato un bradipo. Lì la responsabilità è stata di Djokovic, che lo ha messo a disagio. Nel secondo set è un po’ salito e non è andato tanto lontano dal più forte compagno”. 

Guardando avanti riguardo a Sinner: “Battere Djokovic la prima volta è come togliersi un peso. Adesso c’è stato un salto di qualità mentale, ha una testa pazzesca, lavora per superare anche questi fenomeni. Va in campo e li guarda negli occhi e sa che può vincere o perdere, ma cambia tutto rispetto a due mesi fa. Siamo ai dettagli su cosa può imparare in futuro. La squadra di Sinner comunque si ispira molto allo stare in campo di Djokovic. Sinner è molto adatto al tre su cinque, non è uno scarso atleta, ma battere i migliori non è semplice, non l’ha ancora fatto. Sono sicuro che ce la farà, ma non bisogna darlo per scontato”.

Su Musetti: “È uno che ha senso tattico, sa vincere le partite, ha un grandissimo talento. Sui campi rapidi con la sua posizione sul campo fa fatica. Adesso ha anche poca fiducia. Serve continuità, più costanza nell’arco della stagione”. 

Riguardo a Volandri: “Grande intuizione nel doppio Sonego-Sinner, legato molto alla chimica che c’è tra questi due ragazzi. Giusto dargli il merito, dopo che si dà il tempo di fare errori si cresce, ci si scioglie un po’ e si iniziano ad ascoltare le sensazioni e non per forza la razionalità”. 

LE PAROLE DI GUIDO MONACO A SPORT&GO2U

Foto: Lapresse