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MotoGP

Moto2, GP Indonesia 2023: Acosta può chiudere il Mondiale a Mandalika, ultima chance per Arbolino?

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La sfida tra Tony Arbolino e Pedro Acosta prometteva grande spettacolo almeno fino a metà stagione, ma dopo la sosta estiva l’equilibrio si è spezzato in favore dello spagnolo che a questo punto è ormai ad un passo dal secondo titolo iridato della carriera. Quando mancano 6 GP al termine del Mondiale Moto2 2023, il murciano può gestire infatti un confortevole vantaggio di 50 punti sul rivale.

Il Tiburón de Mazarrón ha battuto Arbolino nelle ultime nove gare consecutive (dopo la caduta di Le Mans), recuperando da -25 e facendo il vuoto di fatto tra Misano e l’inizio della tournée asiatica anche grazie ai tanti passi falsi del pilota lombardo. A conti fatti, Tony ha preceduto al traguardo il fenomeno iberico solo sotto la pioggia in Argentina approfittando poi della scivolata di Pedro in Francia per ottenere la sua seconda vittoria dell’anno.

Il futuro portacolori del team GasGas-Tech3 in MotoGP sta dimostrando una netta superiorità sul resto della concorrenza e ha la possibilità di ipotecare il campionato già questo weekend a Mandalika nel caso in cui dovesse allungare ulteriormente sul suo unico inseguitore rimasto in gioco. Prima di pensare ad un eventuale e quasi impossibile tentativo di rimonta su Acosta, Arbolino deve cercare però in primis di ritrovare confidenza con la moto e competitività dopo le grandi difficoltà affrontate a Motegi.

Grande incertezza invece per quanto riguarda il discorso legato alla vittoria di tappa, con diversi candidati ad un ruolo da protagonista per il Gran Premio dell’Indonesia. Occhi puntati sicuramente sulla coppia del Team Asia formata da Somkiat Chantra e Ai Ogura, reduce dalla doppietta nel GP nipponico proprio in quest’ordine, ma hanno le carte in regola per provare a lasciare il segno anche gli spagnoli Aron Canet, Alonso Lopez, Fermin Aldeguer, Manuel Gonzalez e Sergio Garcia, il britannico Jake Dixon ed il ceco Filip Salac. Assente per infortunio Celestino Vietti.

Credit: Valerio Origo