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Ciclismo

Giro dell’Emilia 2023, svelato il percorso: salita inedita, poi spettacolo sul San Luca

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Il Giro dell’Emilia 2023 si correrà sabato 30 settembre, in versione maschile e femminile. La partenza avrà luogo nella Piazza dei Martiri a Carpi e poi si dirigerà verso Bologna, con le cinque ascese al San Luca dove sarà posto il traguardo. Prima della scalata verso il noto santuario, però, ci sarà spazio per due GPM tra cui l’inedito Monte Nonascoso.

Gli organizzatori hanno descritto la corsa in questo modo. Dopo il successo dello scorso anno, anche per il 2023 il Giro dell’Emilia Granarolo prenderà il via dalla città di Carpi. Dalla maestosa Piazza dei Martiri, si percorrerà un tratto ad andatura controllata per uscire dalla città, mentre il via ufficiale sarà dato in località Limidi di Soliera. Le fasi iniziali si attraversando la campagna modenese con le note località di Sorbara e Bomporto. Si prosegue sempre in pianura verso Nonantola, quindi si lambisce Castelfranco Emilia.

A seguire Si transiterà quindi nel centro di San Cesario sul Panaro, per poi cominciare ad avvicinarsi alle colline modenesi verso Savignano sul Panaro. Una brevissima discesa, con un paio di tornanti, porterà la corsa ad attraversare il fiume Panaro e ad imboccare l’omonima strada di fondovalle in località Marano sul Panaro. Si affronterà quindi la prima salita di giornata. L’ascesa che porterà al primo GPM, posto nel centro di Samone (km 78,6), misura poco meno di 6 km, con una pendenza media del 6,7%,

Superato il GPM, la strada continua comunque a salire a gradoni, intervallati da tratti in falsopiano o brevissime discese, fino a raggiungere Zocca (km 86,0), perla dell’Appennino Modenese. Si continua a pedalare in quota per diversi chilometri, alternando brevi discese a tratti in salita, fino a raggiungere Tolè. Poco più avanti si troverà la Croce delle Pradole (km 112,1) dove avrà inizio una veloce discesa che attraversando Montepastore, porterà la corsa in località Pilastrino (km 120,3). Da questo punto avrà inizio, con una svolta secca a sinistra, un anello di 15,6 km, caratterizzato dalla salita di Gavignano/Monte Nonascoso (GPM al km 126,4); si tratta di una salita inedita per il grande ciclismo, ma che non mancherà di farsi ricordare. Complessivamente misura 6,1 km e la pendenza media di 7,1%, non rispecchia la reale difficoltà; il chilometro iniziale ha infatti pendenza costante in doppia cifra ed anche gli ultimi 2 km prima dello scollinamento, rasentano il 9% di pendenza media, con alcuni tratti vicini al 15%. Giunti alla Croce delle Pradole, si percorre nuovamente la discesa di Montepastore, ma, giunti alla località Pilastrino, questa volta si manterrà la strada provinciale che, con leggera pendenza sempre favorevole e lunghi rettilinei, permetterà di giungere rapidamente a Calderino ed al TV Parco dei Ciliegi, al km di gara 153,4.

La strada prosegue sempre in lieve discesa, favorendo certamente un’andatura molto elevata dei corridori, che raggiungeranno molto rapidamente la periferia ovest di Bologna, transitando a fianco dello stabilimento della Ducati Motors. Dagli ampi viali che lambiscono il cimitero monumentale della Certosa, si staglia ben evidente, sul Colle della Guardia, la Basilica di San Luca: un breve tratto sui Viali di Circonvallazione, quindi Porta Saragozza e l’Arco del Meloncello, ed ecco iniziare, dopo 165,2 km di corsa, la prima delle 5 ascese a fianco del portico più lungo e, probabilmente, più bello del mondo.

Il primo passaggio sulla linea del traguardo giunge dopo 167,3 km. All’arrivo mancheranno 4 giri, per complessivi 36,8 km, e sicuramente sarà in questi km, ormai famosi e ben noti a tutti, che si svilupperà l’azione decisiva, da cui uscirà il campione che alzerà le braccia al cielo dopo 204,1 km di corsa e circa 2.800 metri di dislivello complessivo.

Foto: Lapresse