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Tennis, Jannik Sinner all’altezza di Daniil Medvedev negli scambi prolungati, ma non al servizio a Rotterdam

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Jannik Sinner

Siamo nel day-after della Finale dell’ATP500 di Rotterdam (Paesi Bassi) e Jannik Sinner è stato fermato a un passo dal traguardo dal russo Daniil Medvedev. Il nativo di Mosca, dopo un periodo di grande appannamento, si è ritrovato sul veloce indoor olandese, conquistando il 16° titolo in carriera e l’ottavo al “coperto”. Numeri che certificano il grande feeling di Daniil in queste condizioni di gioco. Del resto, basta aver guardato la partita per rendersi conto di che partita abbia fatto il russo.

È stato costretto Daniil a tirar fuori il 100% del suo potenziale, perché il 90% del primo parziale non era stato sufficiente al cospetto di un Sinner eccezionale, capace di ottenere più punti del russo negli scambi prolungati e facendo proprio in quell’aspetto una grande differenza (18 vs 12 punti). Tuttavia, da associare a questo dato, c’è un’altra statistica importante, ovvero quella dei quindici conquistati entro quattro colpi, sfruttando quindi il servizio. Da questo punto di vista, i due giocatori sono stati allo stesso livello nella prima frazione (17 punti a testa).

Il cambio di passo da parte del russo c’è stata con la crescita al servizio e, nello stesso tempo, con il calo di Jannik con quel fondamentale. Non è un caso che a fine match, negli scambi prolungati, il rendimento sia il medesimo (29 punti a testa), mentre ci sia una sostanziale differenza nei quindici da 0 a 4 colpi e da 5 a 8, a testimoniare la difficoltà dell’azzurro nel trovare soluzioni immediate, per via di una battuta non più all’altezza.

Efficienza al servizio calata, dunque, che ha deciso la partita in favore di Medvedev e su cui chiaramente l’azzurro dovrà lavorare perché evidentemente è questo l’aspetto focale che rappresenta l’ostacolo vero per essere parte stabilmente del gotha, specialmente quando ci si trova al cospetto di giocatori dalle caratteristiche del russo o del serbo Novak Djokovic, che non regalano praticamente nulla e sono sempre molto solidi. Vero è che l’essere stato allo stesso livello negli scambi prolungati, per numero di punti conquistati, è un’ottima base di partenza.

Foto: LaPresse