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Il grande balzo in avanti dello sport cinese: le Olimpiadi rilanciano il Paese per diventare la prima potenza mondiale

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Dopo l’edizione di Pechino 2008, lo sport cinese aveva accusato un deciso calo. Ma Tokyo 2020 ha rilanciato la Cina nella sua corsa per diventare la prima potenza sportiva mondiale.

“Il sogno di trasformare la Cina in una potenza sportiva è parte integrante della realizzazione del sogno cinese”. Sono le parole del presidente Xi Jinping, pronunciate lo scorso 23 giugno, in occasione dell’International Olympic Day. Il leader cinese, allora affermava anche che “il successo degli atleti non sarà misurato solo dal numero di medaglie vinte, ma anche da come dimostreranno lo spirito olimpico attraverso il miglioramento costante di sé stessi ed il superamento dei propri limiti”.

Le Olimpiadi di Tokyo 2020 hanno certamente sorriso alla Cina da molti punti di vista, segnando un passo importante nel processo di trasformazione del gigante asiatico nella più grande potenza sportiva mondiale. Nel 2008, è vero, la Cina aveva chiuso il medagliere al primo posto, ma si trattava di un’edizione casalinga, e dunque non pienamente rappresentativa del reale valore dello sport cinese di fronte alla concorrenza delle altre grandi potenze sportive planetarie. All’edizione pechinese, ha infatti fatto seguito il leggero calo di Londra 2012, ma soprattutto la forte delusione di Rio 2016, quando la Cina è tornata ad occupare il terzo posto del medagliere, come non accadeva da Sydney 2000.

A Tokyo, la Cina ha dimostrato di aver ripreso quel cammino di progressione che sembrava essersi interrotto nell’edizione brasiliana, conducendo il medagliere dal primo all’ultimo giorno, quando in extremis gli Stati Uniti sono riusciti a scavalcare il proprio rivale grazie alle finali degli sport di squadra e all’inatteso titolo di Jennifer Valente nell’omnium femminile. Tuttavia, la Cina ha potuto chiudere l’edizione giapponese con grande soddisfazione, facendo segnare un incremento di dodici ori e di diciotto medaglie rispetto a cinque anni fa. Al contrario, gli Stati Uniti hanno perso sette ori e otto podi, nonostante il netto incremento del numero di gare disputate.

Confrontando le due superpotenze nel dettaglio, notiamo come la grande differenza a favore degli Stati Uniti sia determinata proprio dagli sport che assegnano più medaglie, il nuoto e soprattutto l’atletica, dove il gap da colmare per la Cina è ancora molto ampio, nonostante la vittoria a sorpresa della giavellottista Liu Shiying, che è andato ad aggiungersi a quello molto più prevedibile di Gong Lijiao nel getto del peso. Ma notiamo anche che gli Stati Uniti hanno approfittato meglio del nuovo programma olimpico, vincendo diverse medaglie nelle discipline recentemente introdotte ai Giochi, mentre per la Cina solamente il karate ha portato due metalli. I punti di forza della Cina sono invece i tuffi ed il sollevamento pesi, con sette ori per ciascuna di queste discipline, seguite dai quattro titoli di ginnastica, tiro e tennistavolo. Per la prima volta, poi, la Cina ha ottenuto almeno una medaglia d’oro in ben quattordici sport, dimostrando come sia in corso un processo di diversificazione all’interno dello sport cinese.

La Cina ha anche fatto segnare quattro dei ventitré record mondiali registrati a Tokyo 2020: la staffetta 4×200 stile libero femminile di nuoto, il pesista Shi Zhiyong nella categoria 73 kg, il duo della velocità femminile del ciclismo su pista composto da Zhong Tianshi e Bao Shanju, così come il tiratore Zhang Changhong nella carabina tre posizioni sono coloro che hanno battuto i primati di tutti i tempi nelle rispettive discipline. Un altro importante primato è stato fatto segnare dal velocista Su Bingtian, che, pur senza medaglie al collo, è diventato il primo cinese a raggiungere la finale dei 100 metri, mettendo a segno il nuovo record asiatico (9”83).

“Nonostante le incertezze e le difficoltà causate dal ritardo di Tokyo 2020 imposto dalla pandemia, gli atleti cinesi hanno raggiunto i loro obiettivi a Tokyo, migliorando le prestazioni registrate agli ultimi Giochi nel 2016”, si legge nel comunicato ufficiale del Comitato Olimpico Cinese. “Fatto ancora più importante, l’immagine fiduciosa e diversificata degli atleti cinesi, con o senza oro al collo, ha presentato il giovane volto del Paese in una luce moderna”. Tra i medagliati cinesi figura anche il lottatore Walihan Sailike, proveniente dalla Regione autonoma uigura dello Xinjiang, che con il suo bronzo ha suggellato l’immagine di una Cina multietnica ma unita sotto un’unica bandiera nazionale.

I grandi miglioramenti dello sport cinese non si misurano solamente con le medaglie ed i record. Ad esempio, gli atleti cinesi hanno fatto registrare ben 158 piazzamenti nelle prime otto posizioni, un record assoluto da quando il Paese partecipa ai Giochi Olimpici, meglio anche di quanto fatto a Pechino 2008. Questo è un dato molto importante, in quanto dimostra come la Cina sia pronta a diventare sempre più competitiva in un numero crescente di discipline, comprese quelle storicamente dominate dai Paesi occidentali, e presto potrebbe spodestare gli Stati Uniti nel ruolo di prima potenza sportiva del pianeta in modo stabile. E in futro potremo vedere la Cina emergere prepotentemente anche negli sport invernali, utilizzando il prossimo appuntamento di Pechino 2022 come trampolino di lancio.

Foto: Lapresse

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