Ciclismo, Olimpiadi Tokyo: i favoriti della prova in linea maschile. Duello Pogacar-Van Aert, ma occhio ad Evenepoel

Sulla carta la prova in linea di ciclismo su strada delle Olimpiadi di Tokyo sarà una sfida tra Slovenia e Belgio. I primi, infatti, possono fare affidamento sul vincitore del Tour de France Tadej Pogacar, il quale, in salita, è il numero uno del globo, al momento. I secondi, invece, hanno un leader del rango di Wout Van Aert, corridore totale che nessuno può permettersi di portare in volata, dato che è l’unico atleta, tra quelli adatti al tracciato, che vanta uno spunto da sprinter puro.

Come se non bastasse, inoltre, Belgio e Slovenia possono contare su due seconde punte del rango di Remco Evenepoel e Primoz Roglic.
L’enfant prodige fiammingo ha preparato in modo perfetto questo appuntamento e con uno dei suoi attacchi da lontano potrebbe mettere tutti nel sacco. Roglic, invece, è un po’ un’incognita, poiché non si sa bene quale sia il suo stato di forma dopo il ritiro dal Tour de France. Quando è al top della condizione, però, Primoz ha veramente poco o nulla da invidiare al connazionale Pogacar.

Le altre nazionali schierano diversi uomini interessanti. Ci sono atleti che, se in giornata, possono anche tenere testa a Pogacar su una salita come il Mikuni Pass, la quale misura sette chilometri e ha una pendenza media del 10%. Citiamo, ad esempio, Richard Carapaz, Michael Woods e David Gaudu. Inoltre, ci sono anche corridori che hanno le qualità per sorprendere tutti con un attacco solitario, come Bauke Mollema o l’azzurro Gianni Moscon.

Tuttavia, nessun altro ha leader completi come quelli che schierano Belgio e Slovenia. Evenepoel, Pogacar, Van Aert e Roglic, innanzitutto, sono tutti e quattro fortissimi sul passo e hanno le qualità per muoversi anche da lontano. Se Van Aert è il più rapido, inoltre, Pogacar e Roglic sono coloro che vantano le migliori punte di velocità tra gli altri partecipanti. Solo Evenepoel è debole allo sprint, ma se dovesse ritrovare il colpo di pedale dell’anno scorso, allora sarebbe un cliente scomodissimo anche su una salita dura come il Mikuni Pass.

Foto: Lapresse

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