Equitazione, Pietro Sandei: “Olimpiadi? Non do nulla per scontato. Con Rubis un rapporto speciale”

La stagione dell’equitazione sta entrando nel vivo, e la marcia verso le Olimpiadi di Tokyo 2021 procede spedita, con la selezione di completo che sta prendendo forma in vista dell’appuntamento a Cinque Cerchi. Tra i cavalieri che si giocano il posto c’è sicuramente il parmigiano Pietro Sandei, il quale ci ha concesso questa chiacchierata per parlare dei prossimi ed importantissimi appuntamenti.

Una stagione complicata questa, che vi ha visti riprendere dopo quasi un anno di stop totale a causa dell’emergenza pandemica. Com’è stato quel periodo?

“E’ stato un grosso cambiamento, soprattutto nelle abitudini. Sportivamente si è cancellata quasi un’intera stagione e abbiamo dovuto modificare gli allenamenti e gli obiettivi, risentendone anche a livello psicologico. Guardando meglio però un lato positivo c’è, poichè siamo riusciti a recuperare energie per affrontare al meglio il 2021”. 

Poi, finalmente, qualche sprazzo di normalità ed un ritorno alle competizioni…

“L’attività aveva già ripreso il suo corso a settembre con le gare più importanti ed era importante ripartire proprio in quel periodo, prima della pausa invernale. Da gennaio abbiamo invece ricominciato una stagione praticamente al completo e con le Olimpiadi di mezzo sarà un anno pieno di appuntamenti”.

Nell’equitazione non è però importante solo il ruolo del cavaliere, ma anche quello del cavallo. Che rapporto hai con Rubis De Prere?

“Lui è il mio cavallo storico, il primo con cui sono iniziati ad arrivare risultati di rilievo. Punterò su di lui e cercheremo insieme di giocarci le nostre carte nei prossimi appuntamenti. Ho un rapporto particolare con Rubis, l’ho acquistato quando aveva solo sei anni e siamo praticamente cresciuti insieme, dalle prime gare fino ai massimi livelli. Oggi si trova in un buon momento di forma e già un paio di settimane fa siamo riusciti a vincere al Centro Militare di Equitazione (Montelibretti). Questo successo ci dà molta fiducia, ma è solo il primo passo nella preparazione”.

Tra le competizioni più prestigiose a cui avete preso parte c’è sicuramente il Badminton Horse Trials nel 2019, che emozione ti ha fatto ricevere l’invito?

“Sicuramente è il punto d’arrivo più ambito da tutti i cavalieri del completo. È una competizione dalla grande storia e tradizione, con un contesto davvero affasciante, tanto che ci sono ottantamila persone ad assistere solo alla competizione di cross. Un evento davvero sentito in Inghilterra e parteciparci mi ha emozionato molto, un sogno che si è avverato”.

E ora quali sono i prossimi appuntamenti?

“A fine giugno sarò in Svizzera, poi dovrebbe esserci il ritiro con la Nazionale ad Aquisgrana. Qui penso che avremo più indicazioni su chi parteciperà alle Olimpiadi”.

Già, perchè i tre pass conquistati dall’Italia non sono nominali, e c’è ancora qualche dubbio da sciogliere prima della partenza per il Giappone. Ti senti al sicuro?

“Non è così scontato purtroppo. Ci sono mille variabili e anche i cavalli possono risentire di problemi fisici e di preparazione. Noi facciamo del nostro meglio, ma c’è ancora tempo e i tecnici stanno valutando i cinque binomi che prenderanno parte al ritiro. Anche dopo l’ultima vittoria non mi piace sentirmi al sicuro, voglio mantenere alta la concentrazione e dare il massimo fino alla fine. Siamo un gruppo nutrito, e le convocazioni non sono affatto scontate”.

Foto: Massimo Argenziano

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