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ATP Barcellona 2021: Jannik Sinner, contro Andrey Rublev la sfida tra primattori della stagione

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Quarti di finale in vista per l’ATP 500 di Barcellona. Ora tutti i match si giocano sul campo intitolato a Rafael Nadal, e ad aprire il programma, alle 12:30, è la sfida che riguarda più da vicino il fronte italiano: c’è infatti Jannik Sinner di fronte al numero 3 del seeding, Andrey Rublev. L’altoatesino e il russo si sono incontrati per l’ultima volta a Vienna, in una sorta di non-precedente, visto che Sinner si è dovuto ritirare dopo tre game nello stesso torneo in cui Lorenzo Sonego ha poi battuto Novak Djokovic e raggiunto la finale.

Fino ad ora i due percorsi sono stati piuttosto diversi. Il numero 2 della Race e 7 assoluto non è apparso allo stesso livello di Montecarlo, dov’è arrivato in finale: dopo il 6-4 6-3 a Federico Gaio, lo spagnolo Albert Ramos-Vinolas lo ha costretto a faticare tantissimo. Il 6-4 del terzo set avrebbe potuto anche non essere tale, dal momento che l’iberico si era ritrovato con quattro palle del controbreak. Il numero 2 d’Italia, invece, non ha ancora perso un parziale: dopo il 6-3 6-2 al bielorusso Egor Gerasimov, infatti, è arrivata la terza vittoria in poche settimane contro Roberto Bautista Agut, un 7-6(9) 6-2 con battaglia di un’ora e un quarto e tie-break da brivido prima dell’allungo decisivo.

Si confrontano due dei vincitori più prolifici di quest’anno: Rublev è l’uomo che ha portato a casa più incontri nel 2021, ben 26, e si è finora fermato al minimo ai quarti di finale (Australian Open, contro il connazionale Daniil Medvedev), ma Sinner non è da meno con 17. Entrambi vantano un torneo vinto: il 500 di Rotterdam il russo, il 250 di Melbourne 1 l’italiano. Una la finale a testa nei 1000, con il classe 2001 più forte in circolazione che l’ha raggiunta a Miami, perdendo con il polacco Hubert Hurkacz. Proprio quest’ultimo ha sostanzialmente impedito una rivincita anticipata tra i due sul cemento della Florida.

L’Italia non porta un suo giocatore in semifinale in Catalogna da ben 23 anni: nel 1998 ci riuscì Andrea Gaudenzi, che perse in semifinale con Todd Martin (va detto che l’americano non era estraneo a belle performance sul rosso, benché molto occasionali) dopo un torneo straordinario in cui eliminò nell’ordine David Sanchez, Wayne Ferreira, Alex Corretja e Sergi Bruguera (in declino, ma pur sempre Bruguera). Rublev, invece, tenta di rinverdire i fasti di Marat Safin, che il torneo nel 2000 lo vinse, in quella che fu una crescita esponenziale dell’uomo che avrebbe poi vinto gli US Open e vissuto un paio di mesi da numero 1.

Foto: LaPresse

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