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Formula 1

F1, la Ferrari conclude i test pre-stagionali con qualche certezza in più, ma Mercedes e Red Bull rimangono lontane

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Foto LM-LPS/DPPI/Antonin Vincent

Bene, ma non benissimo. Si potrebbe riassumere in questo modo la tre-giorni dei test pre-stagionali riservati alla Formula Uno di Sakhir, in Bahrain, per quanto riguarda la Ferrari. La scuderia di Maranello non si può dire che abbia brillato in maniera particolare sul tracciato posizionato nel deserto vicino alla capitale Manama ma, d’altro canto, sembra avere gettato basi decisamente più solide rispetto a quelle di dodici mesi fa. E non è un aspetto di poco conto, visto da dove si partiva.

Ricordiamo tutti alla perfezione il “bagno di sincerità” del team principal Mattia Binotto dopo i test 2020 di Barcellona. Il numero uno di Maranello ammise, senza mezzi termini, che c’erano alcuni problemi difficili da sormontare, anche nel lungo periodo, e così è stato. Si trattava di potenza del motore e aerodinamica. Almeno da questo punto di vista la scuderia emiliana ha saputo mettere una “toppa” nella maniera giusta. La Power Unit è finalmente stata ritoccata, dopo le ben note limitazioni di un anno fa, con un incremento di circa 20-30 cavalli. Di questo miglioramento se ne gioverà tutta la SF21 che, rispetto alla SF1000, potrà spingere maggiormente in rettilineo, per sconfiggere il tremendo effetto “drag” della edizione precedente.

Sul fronte aerodinamico, il nocciolo del problema era il retrotreno. Sulla monoposto del 2020 la parte posteriore non permetteva di convogliare i flussi d’aria in una maniera efficace e, secondariamente, rendeva molto complicato il comportamento della macchina in uscita di curva, con gli pneumatici che, di conseguenza, andavano rovinandosi. Per ulteriori informazioni, nel caso, chiedere a Sebastian Vettel. Secondo quello che si è visto in questi tre giorni di lavoro a Sakhir, la SF21 sembra avere mosso qualche passo in avanti sotto questo punto di vista, ma il lavoro da svolgere è ancora notevole.

Lo sa Mattia Binotto, lo sanno tutti gli ingegneri ed i tecnici e, non ultimi, i due piloti, Charles Leclerc e Carlos Sainz. Le basi di partenza sono migliori rispetto a dodici mesi fa (e su questo non ci voleva molto) ma ora starà alla Ferrari dimostrare che il cambio di passo si potrà estendere a tutta la stagione. Le rivali, come sempre, sono tante e agguerrite. Al momento Mercedes e Red Bull sembrano su un altro pianeta rispetto a tutti gli altri, quindi alle loro spalle si apre un gruppo davvero nutrito con McLaren, Alpine, Alpha Tauri, Aston Martin e proprio Ferrari, nel quale, di volta in volta, qualcuno potrà emergere.

Bene, ma non benissimo, dicevamo. La scuderia del Cavallino Rampante chiude armi e bagagli e si concentra sul via della stagione, che si terrà sempre sul tracciato di Sakhir. C’è una rinnovata voglia di fare bene all’interno del team tinto di rosso, con una monoposto che fa ben sperare. Ora starà alla pista confermare se Charles Leclerc e Carlos Sainz si avvicineranno maggiormente al “bene” oppure al “benissimo”, perchè un altro anno da “De profundis” come il 2020 non è accettabile in quel di Maranello.

Foto: Foto LM-LPS/DPPI/Antonin Vincent

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