Benedetta Pilato: benvenuta fra le grandi. E Lilly King non può stare tranquilla…

L’aspettavamo, tutti: è arrivata. Benedetta Pilato si era preparata il terreno per questa grande prestazione. I 100 rana a inizio agosto, dopo il lockdown, dove aveva tirato giù un secondo al personale, le ISL con tutti quei record migliorati, settimana dopo settimana e con una esperienza di vita inusuale per una ragazzina di 15 anni.

Eccola qua, fra le grandissime dei 100 rana, della specialità olimpica, di quella gara che lo scorso anno sembrava non entrarle in testa ma cosa può non entrare nella testa di una ragazza prodigio? Nulla. Benedetta ha lavorato duramente, ha studiato ogni particolare dei 100 e oggi ha messo assieme tutti i pezzi andando a far segnare il nuovo record italiano, il quarto tempo all time in Europa, il miglior tempo della stagione sulla distanza e si è qualificata per i Giochi di Tokyo mettendo la freccia nei confronti delle due atlete che solo un anno fa guardava con ammirazione, Martina Carraro, bronzo mondiale della specialità e Arianna Castiglioni, bronzo europeo: non due qualunque.

Ha affinato l’efficacia e la potenza della nuotata, si è sempre più avvicinata alla tipologia di bracciata che caratterizza Adam Peaty, il re della rana al maschile, e ora francamente capire quali possano essere i suoi limiti è molto complicato. La realtà è che finora ogni volta che è scesa in vasca in gare importanti da un anno e mezzo a questa parte si è migliorata: l’unica incognita è sapere cosa potrà accadere quando non riuscirà a migliorare se stessa in una gara ufficiale ma l’impressione è che si possa dimostrare solida anche nell’insuccesso, dal tanto che appare matura e consapevole.

Guai a parlare di medaglia quando si affronta l’argomento Olimpiadi nel dopo gara, ad esempio. Con questo risultato sarebbe salita sul podio a Gwangju ma sa bene, Benedetta Pilato, anche come evitare di mettere tensione sulle proprie spalle. Insomma al momento non si trovano sbavature anche a cercarle con il lanternino e c’è curiosità nel vedere dove domani, libera da incombenze, possa arrivare sui 50 rana.

Lilly King non trema, sia chiaro: è una campionessa di dimensioni immense e la paura non fa parte del suo essere atleta ma qualche pensiero nella mente della statunitense inizierà in qualche modo a frullare. “E se si migliora ancora?“, “E se affina partenza, virata e subacquea?“. Chissà. Benedetta Pilato continua ad essere una ragazzina che è entrata in un sogno e vuole continuare a sognare, però il sogno potrebbe spegnerlo a qualche avversaria tra otto mesi.

Foto Lapresse

 

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ultimo aggiornamento: 17-12-2020


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