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F1, Sebastian Vettel-Ferrari: divorzio all’italiana. Rapporti sempre più tesi: ma che brutte figure per il tedesco

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Nervi tesi in casa Ferrari al termine del GP del 70° anniversario della F1, quinto round del Mondiale 2020. Il quarto posto fantastico di Charles Leclerc, tenuto conto delle tante problematiche della SF1000, fa un po’ da contraltare a un’altra prestazione incolore del tedesco Sebastian Vettel. Solo 12° il tedesco, fuori dalla zona punti e autore di un errore al via.

Oggi ho provato a fare qualcosa, però il modo in cui mi sono girato al primo giro non ha aiutato. Non so cosa sia successo, perché io ho cercato di tenermi fuori dai guai ma ho avvertito un colpo, deve essere stato il cordolo, e questo mi ha fatto perdere aderenza e mi ha fatto girare. Mi ha colto di sorpresa“, le parole nel post gara del teutonico. Vettel dunque sbaglia e deve ingoiare un altro boccone amaro. La Rossa non è più sua perché al termine di questo campionato se ne andrà e per una monoposto difficilmente interpretabile dal suo stile di guida.

Se infatti Charles riesce un po’ a guidare sopra i problemi, Sebastian fa una gran fatica: un posteriore troppo ballerino per lui e velocità differenti tra le due macchine. Scelte d’assetto? Qualcuno che un po’ pensa male paventa che a Maranello vi sia una chiara politica pro-Leclerc, essendo lui il futuro del team e forse è questo aspetto a pesare dannatamente a Sebastian. La frustrazione evidente in quel team-radio nei confronti della squadra, rea di aver realizzato una strategia contraria a ciò che era stato pianificato, mette in luce un certo malessere.

Da questo punto di vista il Team Principal Mattia Binotto ha risposto chiaramente: “Non credo che Sebastian abbia perso fiducia nel gruppo. Sta attraversando un momento difficile per lui, in qualifica e due gare in cui non ha trovato confidenza con la macchina. Qui si è girato mettendo le ruote sull’erba (passando sul cordolo a onor del vero ndr.) e la sua gara è stata in salita. Sulle strategie penso sinceramente ci sia poco da dire. Abbiamo anticipato forse di qualche giro la chiamata rispetto all’ideale che gli ha fatto perdere la posizione su Raikkonen che, comunque, sapevamo avrebbe recuperato senza perdere tempo“.

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Non siamo a Alain Prost-Ferrari del ’91, ma non si è così distanti forse… Le prossime gare ci diranno se la Rossa deciderà di chiudere anzitempo con il tedesco in difficoltà in tutti i sensi e lontano parente di ciò che era stato e ancor di più chi avrebbe voluto essere.

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giandomenico.tiseo@oasport.it

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Foto: LaPresse

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