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Formula 1

F1, perché ha vinto Max Verstappen. La strategia vincente della Red Bull e il blistering Mercedes

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Max Verstappen è l’uomo del giorno, poiché è stato in grado di firmare un’impresa difficilissima, ovvero quella di battere le stratosferiche Mercedes W11. C’è riuscito in maniera regale, gestendo in maniera favolosa gli pneumatici, che invece hanno affossato le ambizioni di Lewis Hamilton e Valtteri Bottas, i quali hanno dovuto alzare bandiera bianca nella corsa alla vittoria a causa del prepotente blistering presentatosi sulle loro gomme, che sono quindi state sforzate eccessivamente dalle rispettive monoposto. Il risultato odierno è quindi maturato grazie alla combinazione di due fattori.

In primis va sottolineato come Verstappen nella giornata di sabato sia riuscito a superare la Q2 con mescola dura, indiscutibilmente la più efficace nella giornata di domenica. L’azzardo tentato dalla Red Bull ha pagato i dividendi sperati, in quanto l’olandese ha potuto tenere lo stesso ritmo delle Mercedes nella fase iniziale della gara, allungando inoltre notevolmente il primo stint rispetto ai piloti della Casa di Stoccarda. Tuttavia non è stata solo questa la chiave del successo di Mighty Max, perché si è visto come, a parità di mescola, fosse in grado di girare più rapidamente di Hamilton e Bottas nonostante pneumatici decisamente più usurati.

L’altro fattore che ha permesso a Verstappen di vincere è stato il cambiamento della pressione delle gomme, innalzatasi rispetto alla scorsa settimana. Infatti la Pirelli per evitare il rischio di ulteriori cedimenti dovuti a stint esagerati, come avvenuto nel Gran Premio di Gran Bretagna, ha gonfiato in maniera differente gli pneumatici. Questa novità non è stata affatto digerita dalle Mercedes, che infatti hanno “mangiato” le loro coperture, a differenza di altri team (Red Bull, ma anche Ferrari), i quali le hanno sapute sfruttare decisamente al meglio. Dunque anche la velocissima W11 ha qualche piccola lacuna e, in certi momenti, può essere meno efficace delle avversarie.

Pertanto Hamilton e Bottas si sono trovati presi tra due fuochi. Da un lato c’è stato il talento di Verstappen, riuscito a entrare nel Q3 con una mescola di svantaggio rispetto a tutti gli altri e capace di gestire meravigliosamente i propri pneumatici, forzando solo quando è stato strettamente necessario (infatti il ritmo di Alexander Albon fa pensare che se l’olandese avesse voluto, avrebbe potuto andare molto più rapidamente di quanto effettivamente fatto). Dall’altro c’è stato il cambiamento relativo all’innalzamento della pressione delle gomme, che evidentemente non è stato gradito dalle loro nere monoposto.

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Il fattore umano da un lato, ovvero la sagacia di chi ha deciso di tentare l’azzardo in qualifica e la bravura di chi l’ha saputo sfruttare al meglio in pista, e la novità tecnica dall’altro hanno partorito il risultato odierno, dimostrando che la Mercedes, per quanto velocissima e fortissima, può anche essere battuta.

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paone_francesco[at]yahoo.it

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Foto: La Presse

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