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Nuoto, USA e Russia divise sul ritorno in acqua: ecco tutte le date



Finalmente, dopo una spasmodica attesa, anche il mondo del nuoto si prepara a rivedere i propri atleti in acqua in delle vere e proprie competizioni che, per ora, saranno esclusivamente di stampo nazionale e finalizzate a sostituire, per quanto possibile, i Campionati annullati a causa del Covid-19. Le diverse Federazioni, in base all’entità dei disagi apportati dalla pandemia nel proprio Paese, hanno ovviamente optato per soluzioni differenti.

Se la situazione in Italia, con il progetto del Trofeo Settecolli ad agosto, si è ormai definita da qualche giorno, più recente è invece la decisione della Federazione americana, che ha annunciato che gli atleti a stelle e strisce ritorneranno a gareggiare già da luglio, ma in competizioni che non saranno valide per le selezioni Nazionali, gli US Open e i Trials Olimpici. 

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Diversa è invece la linea presa dalla Federazione russa che, ancora in attesa della definitiva sentenza del TAS, ha reso nota la propria personale ripresa delle competizione con l’organizzazione di un evento in acque libere il 15 e 16 Agosto (la Russian Open Water Swimming Cup), con la disputa dei Campionati Nazionali Russi che si terrà soltanto dal 25 al 31 Ottobre 2020.

Oltre ai due colossi già citati anche l’Ungheria, che ha riaperto tutti i propri impianti (con restrizioni nettamente inferiori rispetto alla normativa precedente di maggio) solo il 23 di giugno, ha annunciato che i Campionati nazionali saranno fissati in autunno, probabilmente nel mese di ottobre, quando anche gli atleti che hanno ricominciato ad allenarsi più tardi dei loro colleghi dovrebbero tranquillamente aver ridotto il gap inevitabilmente creatosi.

La filosofia ungherese, in linea con quella russa e statunitense, è quindi di non voler fissare eventi importanti, soprattutto quelli che potrebbero assegnare pass per Tokyo, nell’immediato. Se la voglia di tornare a gioire sui tabelloni ed urlare ad un record del mondo infranto è tanta, altrettanto forte è infatti il desiderio delle varie Federazioni di mettere i propri atleti nelle condizioni di gareggiare al meglio e alla pari, anche se il loro impianto di riferimento è stata l’ultimo ad aver riaperto i battenti dell’intero Paese.

 

michele.giovagnoli@oasport.it

 

 

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Foto: Shutterstock

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