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Nuoto, Chalmers al veleno: “Non mi fido più di nessuno, c’è molto doping nel nuoto”



Dopo il polverone mediatico alzato dal suo compagno di squadra Mack Horton contro il cinese Sun Yang, anche il campione olimpico dei 100 stile libero aussie Kyle Chalmers si è lasciato andare a pesanti considerazioni sull’argomento doping in relazione al mondo del nuoto, sparando a zero su molti dei suoi colleghi in un’intervista rilasciata all’Australian Broadcasting Corporation.

C’è molto doping che si diffonde ovunque nel nuoto, io so che non posso fidarmi della metà degli avversari contro cui gareggio, ma voglio comunque batterli, essere migliore di chi non so e non mi interessa che cosa abbia immesso nel proprio corpo” – accusa il campione australiano, che poi fa riferimento anche ad Horton – “Lui è fonte di ispirazione, ha molto coraggio ed ha vissuto un periodo spaventoso”.

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Dopo le parole molto dure nei confronti dei suoi avversari Chalmers svela poi un aneddoto sul suo rapporto con James Magnussen, storico velocista aussie a cui il giovane ha “rubato” il posto sul podio alle Olimpiadi brasiliane –Diceva alcune cose ai media su di me e che non mi vedeva come una minaccia, le consideravo provocazioni che mi hanno motivato e mi hanno fatto crescere. Mi dicevo “farà tutto il possibile per batterlo”. Ora siamo grandi amici, lui si è ritirato e chattiamo spesso”.

In un mondo come quello della velocità, fatto di un panorama di atleti di valore livellatissimo, sorge spontaneo per un attimo assecondare il pensiero di Chalmers e le sue ipotesi su presunti avversari che potrebbero ricorrere ad alcuni “trucchetti” per agevolare le proprie prestazioni ma, con raziocinio, bisogna osservare che lanciare queste accuse senza fare nomi specifici e senza dati o prove di conforto, sembra alquanto inutile e inopportuno.

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michele.giovagnoli@oasport.it

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Foto: LaPresse

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