Calcio, la folle corsa alla rimodulazione del calendario. Ma un dettaglio non è chiaro: decide il Covid-19

Partiamo da qui: 92.472 casi positivi e 10.023 morti. Il Coronavirus, allo stato attuale delle cose, ha portato a questi valori e il primato di decessi a livello mondiale il Bel Paese proprio non se lo augurava. Sembra essere passato un secolo da quando si parlava di un calcio di rigore non dato ingiustamente o di un gol di pregevole fattura. Tutto, di fatto, è passato in secondo piano rispetto a quel che il Covid-19 sta causando nel nostro territorio e a livello mondiale.

Numeri spaventosi, purtroppo destinati a salire e un termine ancora si fatica a prevederlo. Il “picco” sarà la prossima settimana? Chissà…Difficile in questa situazione programmare la ripresa degli eventi o solo pensare di poter competere, facendo finta che tutto non sia successo. Di fatto il mondo dello sport italiano si è fermato e la scadenza è il 3 aprile, ma vi sarà una proroga ormai certa. E sulla base di questo sarà il Coronavirus stesso a determinare una fine regolare degli eventi oppure una chiusura anticipata senza se e senza ma.

Nel mondo del calcio le meningi si stanno spremendo alla ricerca di una soluzione. Le ipotesi sul tavolo sono tre, come riportava puntualmente La Gazzetta dello Sport più di una settimana fa:

– ripartenza il 2 maggio e termine il 28 giugno
– ripartenza il 9 maggio e termine il 5 luglio
– ripartenza il 16 maggio e termine il 12 luglio

Sono questi i percorsi, confermati anche dal presidente della Figc Gabriele Gravina il quale (fonte: Ansa) ha dichiarato che oltre metà luglio non si potrà andare per porre fine all’annata agonistica. Ed ecco che quindi la soluzione di una chiosa definitiva, con l’assegnazione delle posizioni a tavolino, potrebbe essere l’unico modo per dare un senso a questa storia, anche se questa storia un senso non ce l’ha.

 

 

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Foto: LaPresse 

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TAG:
Coronavirus Serie A calcio 2019-2020

ultimo aggiornamento: 29-03-2020


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