Sci alpino, Gigante Adelboden 2019: la mitica Chuenisbärgli ai raggi X. Il muro conclusivo fa paura


Quando si parla di “muro” nello sci alpino, non può che venire in mente quello di Adelboden. La “picchiata” che porta verso l’arrivo, infatti, è uno dei punti più affascinanti, iconici e terribili dell’interno calendario della Coppa del Mondo, in un tracciato che è di diritto nella leggenda del Circo Bianco. La Chuenisbärgli (o Kuonisbergli) è una pista che si trova proprio ad Adelboden, in Svizzera, nella frazione di Boden e sulla quale si gareggia sin dal 1967.

Tradizionalmente il gigante precede il weekend di Wengen con il suo consueto Trofeo del Lauberhorn, anche se negli ultimi anni ha vissuto una sostanziale modifica. Fino a qualche stagione fa, infatti, la prova di Adelboden veniva disputata il lunedì che dava il via alla settimana che portava fino alla discesa libera di Wengen. Ultimamente, invece, la gara che si disputa bel Canton Berna, nella regione dell’Oberland, ha un weekend tutto suo, con uno slalom nella giornata di domenica.

Analizzando la Chuenisbärgli, si nota che la pendenza media di questo tracciato si aggira sul 30%, non un dato particolarmente eclatante, ma quello che rende unica la pista elvetica sono altri aspetti. In primo luogo la lunghezza, quindi la serie infinita di dossi nella prima parte del pendio che non permettono il minimo errore ai protagonisti, quindi, come detto, la parte conclusiva (che è preceduta da un “canalino” molto stretto in cui gli atleti devono rallentare bruscamente per preparare l’entrata nell’ultimo settore). Dopo quasi 1.3 chilometri e 420 metri di dislivello, si giunge quindi al “muro” finale.

Un tratto che raggiunge il 60% di pendenza che mette a dura prova la resistenza degli atleti e delle loro caviglie e che, come se non bastasse, deve essere affrontato in diagonale, una ulteriore complicazione per i protagonisti. Chi passa su questo “muro” lo descrive come “gettarsi dal tetto di casa” e meglio di ogni altra cosa descrive la difficoltà di questo settore. Una pista dalla durezza veramente eccezionale nella quale vincono solamente i grandi campioni.

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alessandro.passanti@oasport.it

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Foto: Stefan Luitz PHOTOMDP / Shutterstock.com

 

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