Sci di fondo, Coppa del Mondo Beitostolen 2018: primo esame in staffetta per l’Italia. Gli azzurri possono giocarsi il podio


E’ un’Italia che va quella del fondo maschile. Federico Pellegrino ha già vinto la sua prima gara, come da tradizione, all’esordio nelle sprint in tecnica classica, Francesco De Fabiani è tornato ad essere protagonista nella “sua” tecnica classica, Maicol Rastelli, Giandomenico Salvadori e Dietmar Noeckler hanno lanciato qualche segnale positivo più a Ruka che a Lillehammer.

Tutte indicazioni interessanti in prospettiva staffetta: l’obiettivo sono i Mondiali ma a Beitostolen nel weekend in arrivo c’è il primo test stagionale che darà il primo responso sullo stato di salute delle varie squadre che aspirano al podio della staffetta 4×10 km, la gara in cui lo scorso anno a PyeongChang l’Italia riuscì a restare in zona medaglie fino a metà della terza frazione, perdendo contatto dai primi proprio nella tecnica che gli azzurri hanno sempre preferito, quella libera.

Le quotazioni dell’Italia sono in crescita, perché ha due ottimi interpreti della tecnica classica come De Fabiani e Rastelli che possono tenere il ritmo dei migliori nelle prime due frazioni, ha un finisseur come Pellegrino che sulla distanza dei 10 km può dire la sua e deve trovare un terzo frazionista credibili, al momento da scegliere tra Noeckler e Salvadori ma attende anche qualche forza fresca dai più giovani da inserire in un meccanismo ben collaudato.

Russia, Norvegia e Svezia, al momento, sembrano fuori portata, vista la qualità dei vivai e lo stato di forma di gran parte dei protagonisti di queste tre nazionali ma basterebbe la gara sbagliata, la crisi di uno dei protagonisti, di una delle tre per aprire scenari interessanti, fin dalla prima gara della stagione, in prospettiva podio anche per l’Italia ma non certo solo per gli azzurri. C’è la Francia, che ha una squadra solida con elementi intercambiabili, forti sulle distance e sullo sprint, c’è la Finlandia che ha buoni interpreti sia in alternato che in tecnica libera ma poi guardandosi indietro non c’è più granché perché Germania, Svizzera e Austria hanno qualche “buco” qua e là e le altre nazioni hanno uno, al massimo due, interpreti in grado magari di tenere testa alle squadre di vertice.

Insomma, da Beitostolen si attende un segnale che faccia ben sperare in prospettiva Seefeld: servono quattro guerrieri in grado di non farsi distanziare dalle tre formazioni che partono con i favori del pronostico. La Norvegia è superiore a tutti e si sa, la Russia è l’unica squadra che può tenere il passo dei “Norge” ma la Svezia, soprattutto se la condizione è quella dello scorso anno (e le cose non sembrano migliorate, tranne l’exploit di Halfvarsson a Ruka ma una rondine non fa primavera) non è certo imbattibile, seppure sulla carta ha qualcosa in più degli azzurri. Con questi presupposti si può sognare, a partire dalla prima staffetta dell’anno.

 





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