Nuoto, Mondiali Hangzhou 2018: Piero Codia e l’effetto Glasgow. Dimostrare che non fu un semplice exploit


Partire fortissimo e arrivare fortissimo è il sogno di ogni nuotatore. Piero Codia lo ha realizzato a Glasgow in una gara che resterà per sempre nella mente degli appassionati del nuoto azzurro. La rivincita del nerd, del ragazzo sempre (fin troppo) serio, che nemmeno un exploit del genere riesce a sciogliere in una risata fragorosa. Scorza friulana, scorza dura, quella di Piero Codia che, in poco meno di un minuto, è passato da onesto combattente a generale di brigata, da gregario a capitano di questa Italia un po’ pazza e molto vincente.

Di coraggio ce ne vuole e come per partire forte perché nella maggior parte delle volte non si arriva forte e gli altri ti passano davanti ma, quella volta che non si cede, si entra nell’Olimpo come ha fatto Piero Codia, campione europeo dei 100 farfalla in vasca lunga con un tempo straordinario ma, attenzione, anche vice campione continentale dei 100 farfalla in vasca corta, alle spalle dell’amico rivale Matteo Rivolta in un’altra giornata memorabile, lo scorso anno, a Copenhagen.

Per la prima volta nella sua storia, abbastanza lunga in piscina visti i 29 anni suonati, Codia non potrà recitare il ruolo di outsider. Da campione e vice campione continentale ad Hangzhou avrà gli occhi puntati addosso di tutti i rivali, il cui pensiero a voce bassa potrebbe essere: “E se lo rifacesse?

Non esiste una legge scritta ma l’impressione, vedendo da vicino la marcia di avvicinamento del friulano all’appuntamento iridato cinese, è che non lo rifarà. La condizione, al momento, non è quella ottimale e lui vede questo Mondiale come un semplice passaggio in vista di quello che potrebbe essere il biennio della consacrazione a livello assoluto in una specialità che, fino ad un anno fa, aveva regalato pochissime soddisfazioni all’Italia. Non è uno specialista della vasca corta, Codia: per vincere anche qui ha bisogno di una condizione straordinaria che al momento sembra non avere ma mai dire mai perché chi ha stabilito un record del genere può sempre rifarlo, anche senza preavviso. I rivali non mancano e sono di qualità elevatissima: il sudafricano Le Clos, il cinese Li, il francese Metella, il brasiliano Santos, il russo Shevliakov, tutta gente da 49” basso, lo stesso Rivolta, che in vasca corta sembra avere una marcia in più.

Non è qui che Codia deve per forza dimostrare di avere una marcia in più ma qui un altro risultato di prestigio, basterebbe (si fa per dire) anche una finale mondiale (la prima per lui), potrebbe essere la base di partenza per una volata verso le Olimpiadi di Tokyo, alla ricerca della continuità di rendimento e di un altro exploit che faccia impazzire tutti i suoi tifosi, sempre partendo fortissimo e arrivando fortissimo.

 





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