Giro d’Italia 2018: Chris Froome fa sua la Tripla Corona. Il settimo a riuscirci, eguagliati Nibali e Contador. Ma c’è una Vuelta in bilico


Chris Froome entra ufficialmente tra i Magnifici Sette. Ora c’è anche il nome del britannico nel gruppo degli uomini capaci di vincere per almeno una volta in carriera le tre grandi corse a tappe. Il keniano bianco è riuscito nell’impresa conquistando il Giro d’Italia 2018 e completando così la Tripla Corona dopo essersi imposto al Tour de France per quattro volte (2013, 2015, 2016, 2017) e alla Vuelta di Spagna per una volta (2017). A 33 anni e 7 giorni (ha spento le candeline domenica scorsa) è diventato così il più anziano a chiudere lo Slam di carriera, superando di tre anni abbondanti il primato di Vincenzo Nibali (29 anni e 8 mesi).

Il capitano del Team Sky rientra così nel gruppo ristretto dei più forti uomini nelle corse di tre settimane, eguagliando appunto lo Squalo ma anche Alberto Contador, Bernard Hinault, Eddy Merckx, Felice Gimondi e Jacques Anquetil. Questo non è l’unico record firmato dal britannico (primo atleta della sua Nazione capace di imporsi sulle nostre strade) che ha vinto il terzo grande giro consecutivo come solo il Cannibale e il Tasso riuscirono a fare in passato. Chris Froome è diventato anche l’uomo capace di chiudere la Tripla Corona nel minor tempo possibile: appena 10 mesi, il Pistolero ce ne mise 14 a cavallo del 2007-2008.

Sono numeri da leggenda vivente del ciclismo e che ha riscritto la storia anche grazie alla fuga solitaria di ieri sul Colle delle Finestre quando mancavano 80 chilometri al traguardo ma comunque tutto è ancora in bilico, soggetto al processo per doping che deve affrontare. La non negatività al salbutamolo riscontrata lo scorso anno alla Vuelta lo costringerà a rispondere davanti al Tribunale Antidoping che potrebbe privarlo di quel titolo e forse anche di quello ottenuto nella Corsa Rosa che si concluderà domani a Roma.

 





(foto Pier Colombo)

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