Snowboard, Olimpiadi PyeongChang 2018: quando in PGS vale quasi più la qualifica che le fasi finali…

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Pochi minuti fa si è riscritta la storia degli sport invernali: Ester Ledecka si è andata a prendere la medaglia d’oro olimpica in quel di PyeongChang nel PGS di snowboard dopo essersi imposta anche nel SuperG di sci alpino. Per quanto riguarda gli uomini, invece, il trionfo è andato al grande favorito: lo svizzero Nevin Galmarini che è riuscito a migliorarsi rispetto a Sochi 2014, passando dall’argento all’oro. In casa Italia grande delusione in chiave medaglie con Edwin Coratti e Roland Fischnaller che si sono arresi ai quarti di finale.

Ancora una volta, però, è arrivata la conferma che nello snowboard alpino sembra contare quasi più la qualifica che le fasi finali. Gli azzurri non hanno convinto nella prova preliminare (si sono qualificati solo due dei cinque, tra uomini e donne, componenti della squadra tricolore). Ottavo tempo per Fischnaller, addirittura dodicesimo per Coratti. Per quanto concerne le regole di questa gara, infatti, i migliori in qualifica sono favoriti sia nel pescare un avversario con numero più alto nelle fasi finali (classico tabellone con teste di serie, il primo contro il sedicesimo, secondo con quindicesimo e via dicendo), in più hanno anche il vantaggio di poter scegliere quale pista percorrere.

Proprio questo è stato il motivo dominante della gara odierna. Come si sa, è praticamente impossibile tracciare e preparare, anche in una gara in parallelo, due piste identiche: ci sarà sempre una favorevole, in un modo o nell’altro (che sia leggermente più breve o un po’ meno rovinata). Al Phoenix Park di PyeongChang, nella giornata di oggi, la pista rossa è apparsa (sono anche le statistiche a dirlo) davvero molto più performante. Ovviamente, sia Galmarini che Ledecka, i due campioni olimpici, hanno percorso tutte le proprie run sul rosso.

I numeri dicono che, al femminile, sono state solo tre le sconfitte sul circuito in rosso in tutta la gara: grande protagonista la russa Zavarzina che, tra semifinale e finale per il bronzo, è riuscita a cadere due volte dicendo addio alle possibilità di medaglia. Due sole vittorie sul blu per quanto riguarda gli uomini: Edwin Coratti è riuscito nel miracolo agli ottavi, contro il forte austriaco Alexander Payer; particolare invece è stata la scelta del padrone di casa Lee Sangho, che in semifinale ha scelto il blu, vincendo per un solo centesimo sullo sloveno Zan Kosir. Il più grande dispiacere per i colori azzurri però arriva dai quarti, dove un Roland Fischnaller che è apparso in formissima, si è arreso al poi campione olimpico Galmarini per soli 6 centesimi, rimontando nelle ultime porte: che sia stato proprio il tracciato a creare questo distacco tra l’altoatesino e l’elvetico?

 

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gianluca.bruno@oasport.it

Foto: FB Snowboard World Cup

2 Replies to “Snowboard, Olimpiadi PyeongChang 2018: quando in PGS vale quasi più la qualifica che le fasi finali…”

  1. Andry84 ha detto:

    Kosir era davanti al coreano in qualifica ed è stato lui a scegliere la pista rossa e lasciare al coreano la blu.Kosir comunque ha perso (che poi al fotofinish sembrerebbe aver vinto)per un errore nel piano finale, senza errori era quasi impossibile, visto le differenze minime fra un atleta e l’ altro, vincere sulla rossa (parlo al maschile ovviamente dove il livello medio è moooolto più alto) ed è questo che mi lascia l’ amaro in bocca viste le prestazioni di Coratti e Fischnaller che alla fine sono stati quelli ad andare più vicino a sovvertire il pronostico nei quarti.
    Altra impressione, o meglio certezza è che i pettorali pari fossero avvantaggiati in qualificazione in quanto hanno gareggiato sulla pista più lenta quando era meno rovinata.

  2. ste86 ha detto:

    Redazione, sarebbe interessante postare l’immagine del fotofinsh tra il coreano e Kosir…

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