Australian Open 2018, sarà finalmente il momento della Next Gen? Alexander Zverev guida una truppa di giovani ambiziosi

Prosegue il countdown verso gli Australian Open 2018, primo Slam stagionale. Con il sorteggio del tabellone maschile l’attesa si è fatta vibrante, conoscendo il destino ed il potenziale cammino dei protagonisti. Un torneo con tante incertezze ed una sola sicurezza, Roger Federer: dodici mesi fa lo svizzero realizzò un’impresa, tornando a vincere uno Slam al rientro dopo l’infortunio, e quest’anno è il favorito della vigilia. I dubbi che accompagnano i big, però, potrebbe aprire lo scenario alla sorpresa. Che sia la volta buona per la definitiva consacrazione della Next Gen?

Da tempo si fa un gran parlare della “nuova generazione”. Una definizione che aveva fatto storcere il naso a molti, considerata più legata al marketing che al campo. Nel 2017, però, questi giovani talenti hanno approfittato del vuoto al potere lasciato da Murray e Djokovic per cominciare a lasciare la propria impronta nel circuito. Quello che manca a questi giovanotti terribile è l’affermazione in un torneo dello Slam. A cominciare dal capostipite di questa generazione, Alexander Zverev. Il tedesco ha fatto un salto di qualità notevole lo scorso anno, cominciando a rispettare le previsioni di chi lo vuole il futuro dominatore del circuito. Nonostante la vittoria nei due Masters 1000 di Roma e Montreal, però, Sascha ha steccato nei quattro Major, riuscendo a raggiungere la fatidica seconda settimana solo a Wimbledon (prima e unica volta, sconfitta al quarto turno). Il 2017 lo ha portato comunque al terzo posto del ranking mondiale ed il discorso potrebbe presto essere aggiornato, chissà se già a Melbourne…

È al limite della Next Gen Nick Kyrgios, invece. L’australiano avrebbe il talento per essere un grande giocatore ma fin qui si è parlato di lui soltanto per i suoi colpi di testa in campo, come quando insultò Wawrinka nel 2015, o per lo scarso impegno di cui spesso è stato accusato. Il suo 2018, però, è cominciato con la vittoria nel torneo di Brisbane, il suo quarto titolo a 22 anni. Che forse abbia trovato finalmente la continuità giusta? Questo lo dirà il campo. Lui, però, sa come si arriva in fondo ad uno Slam: nel 2014, a 19 anni, arrivò ai quarti di Wimbledon battendo un certo Rafael Nadal…

Tornando ai giovanissimi, sono tanti i nomi che potrebbero stupire in questo 2018, perché no, già a partire dagli Australian Open. Il sorteggio del tabellone ci ha regalato un primo turno di tutto rispetto: Stefanos Tsitsipas contro Denis Shapovalov. Due nomi da sottolineare bene in agenda: il greco ha dominato il circuito junior nel 2016, si è affacciato tra i grandi lo scorso anno e promette di crescere ancora in questa stagione; il canadese, invece, si è fatto notare nella seconda parte di 2017 (semifinale a Montreal, ottavi allo US Open) ed ora vuole è chiamato allo step in più. Da tenere d’occhio anche Andrey Rublev, giovane russo capace di colpi potenti ed esplosivi e già con un titolo in bacheca, così come i suoi connazionali Karen Khachanov e Daniil Medvedev. Hanno già vinto il loro primo titolo anche il croato Borna Coric e il coreano Hyeon Chung, rispettivamente semifinalista e vincitore delle Next Gen Finals. Possono ben sperare, poi, anche gli Stati Uniti, con Jared Donaldson e Francis Tiafoe, che potrà dare qualche grattacapo a Juan Martin Del Potro nel loro match di primo turno. Lo stesso dicasi per l’australiano Alex de Minaur, che ha pescato il ceco Tomas Berdych.

Tanti giovani promettenti, dunque, pronti a dare battaglia sui campi di Melbourne. Difficile per la maggior parte di loro arrivare fino in fondo, ma i “vecchietti” dovranno fare molta attenzione: la Next Gen sta preparando il colpo di Stato!

 





 

CLICCA QUI PER TUTTE LE NEWS SUL TENNIS 

alessandro.tarallo@oasport.it

Clicca qui per mettere “Mi piace” alla nostra pagina Facebook
Clicca qui per iscriverti al nostro gruppo
Clicca qui per seguirci su Twitter

Foto: profilo Twitter Hopman Cup

Leggi tutte le notizie di oggi su OA Sport

LA NOSTRA STORIA

OA Sport nacque l'11 novembre del 2011 come blog chiamato Olimpiazzurra, per poi diventare un sito web dal 23 giugno 2012. L'attuale denominazione è in uso dal 2015. Nell'arco degli anni la nostra filosofia non è mai mutata: tutti gli sport hanno la stessa dignità. Sul nostro portale le Olimpiadi non durano solo 15 giorni, ma 4 anni. OA Sport ha vinto il premio come miglior sito di Sport all'Overtime Festival di Macerata nel 2016, 2017, 2018, 2019 e 2020.


Lascia un commento

Tennis, Atp Sydney 2018: Fabio Fognini si spegne sul più bello. Medvedev lo batte in rimonta e va in finale

Ciclismo, Santos Women’s Tour 2018: Katrin Garfoot vince sullo strappo di Mengler’s Hill e diventa leader