Ciclismo, Fabio Aru alla UAE Emirates. Avrà una squadra all’altezza per i Grandi Giri?

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Non sono mancate le polemiche, ma Fabio Aru ha cambiato squadra: in vista del 2018 il sardo passerà dall’Astana alla UAE Emirates, dove avrà un ruolo di primaria importanza per quanto riguarda i grandi giri, dove sarà il leader assieme a Daniel Martin. Al momento è ancora presto per capire se Aru correrà al Giro d’Italia o al Tour de France, ma in entrambi i casi avrà bisogno di una squadra forte e solida a disposizione per puntare al massimo risultato o al podio. Quali potrebbero essere i possibili gregari del campione italiano?

Come detto, la squadra dovrà dividersi tra lui e Martin, tra Giro e Tour. Di conseguenza, non è detto che Aru alla fine si ritrovi con tutti questi uomini. Il roster della UAE, in ogni caso, è piuttosto lungo e potrebbe dare il giusto supporto ad entrambi. Darwin Atapuma, che in passato sembrava addirittura potesse diventare uomo da grandi giri, è uno scalatore solido, cui però manca qualcosa per essere al livello dei migliori al mondo. Questo lo rende perfetto per affiancare i capitani e magari rimanere nel gruppetto dei migliori fino a quando è composto da 10-12 unità, in base alle dinamiche di corsa. Un altro uomo importante potrebbe essere Diego Ulissi: il toscano, ovviamente, avrà anche altri appuntamenti nel resto della stagione per puntare a cogliere vittorie importanti per se stesso, ma in alcune giornate delle grandi corse a tappe il suo apporto potrebbe essere fondamentale per come sa andare in salita.

Nell’ultimo anno abbiamo visto sbocciare il talento di Valerio Conti, un altro corridore che in salita ha le potenzialità per fare bene e scortare il capitano, al pari di Simone Petilli e Jan Polanc. Da inquadrare, tra i prof, Edward Ravasi, che però nel 2016 ha chiuso in seconda posizione il Tour de l’Avenir, un risultato che non tutti possono permettersi. Da questo quadro emerge una situazione che può far piacere al sardo, che dovrebbe sempre trovare qualcuno al suo fianco. Certo, manca probabilmente un uomo di esperienza e allo stesso tempo in grado di rimanere con i big ancche quando il gruppo dei migliori cala sotto le 10 unità o di fare il forcing per favorire un attacco, ma i corridori di questo genere si contano sulle dita di una mano. Quantomeno, Aru non dovrebbe trovarsi completamente isolato all’inizio di ogni salita, importante anche in caso di guasti tecnici o meccanici del capitano, come evidenziato anche da Froome e dal Team Sky nell’ultimo Tour de France.

 





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Foto: Pier Colombo

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