Calcio, parla Fabio Cannavaro: “Si è dimesso Tavecchio ma poi è calato il silenzio. Mettiamo Buffon come presidente della Figc”

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La bufera che ha investito il calcio italiano nelle ultime due settimane, sin dall’eliminazione della Nazionale dai Mondiali di Russia 2018, pare essersi placata. A pagare le conseguenze del fallimento azzurro sono stati il CT Giampiero Ventura ed il presidente federale Carlo Tavecchio. Poi, però, nulla è cambiato. La pensa così Fabio Cannavaro, che ha rilasciato una lunga intervista a Il Corriere della Sera di cui riportiamo un estratto. Ancora non ci siamo resi conto veramente di quello che è successo. Si è dimesso Tavecchio. Ma poi è calato il silenzio, ha commentato l’ex capitano azzurro.È il momento che qualcuno ci metta la faccia e decida di fare nuove regole. La svolta può partire solo da questo“.

Cannavaro ha quindi analizzato dal suo punto di vista, aiutato anche dall’esperienza in Cina (ha allenato il Tianjin Quanjian ed ora siede sulla panchina del Guangzhou Evergrande), la situazione del calcio italiano. “Abbiamo vinto 4 Mondiali: all’estero siamo rispettati. A volte diamo poca importanza a noi stessi e guardiamo sempre gli altri. Ma noi per anni siamo stati un punto di riferimento. Ci mancano i Totti, i Del Piero, i Baggio. Insigne non si è ancora espresso a livello internazionale. Vincere nel 2006 ci ha fatto più male che bene, perché si è smesso di curare i vivai. L’unico vero esempio da seguire è quello tedesco“.

Troppi stranieri, dunque. Oggi c’è troppa esterofilia. In questo momento bisogna essere egoisti e tutelare lo sviluppo dei nostri giocatori. Ben vengano gli stranieri che fanno la differenza, ma a pari qualità preferiamo l’italiano. Non è razzismo, ma a livello giovanile i nostri ragazzi crescono più tardi di altri“. Un problema che secondo Cannavaro sta alla base, nei settori giovanili. “Vanno insegnati i fondamentali della tecnica, della coordinazione, dell’uno contro uno. Invece sento parlare di linea a 4 o di fuorigioco: gli allenatori non devono sfogare la loro repressione sui più giovani. Nella semifinale del Mondiale ho fatto un anticipo da cui è partita un’azione da gol grazie all’insegnamento di uno dei miei primi allenatori“.

Non basta, quindi, far sedere sulla panchina un grande nome, come ad esempio Carlo Ancelotti. “A Napoli si dice: è come mettere le pezze a colori. Carlo è perfetto, ma maschererebbe il problema: bisogna prima cambiare le regole e i formati dei campionati. Non ci sono tutti questi giocatori per sostenere 42 squadre di A e B. Io ho firmato per 5 anni, in Cina posso crescere e ci sono tanti molto più bravi di me. Abbiamo un patrimonio di ex calciatori enorme, come Maldini o Baggio. Ma li nascondiamo“. Cannavaro dà quindi un suggerimento al calcio italiano. Mettiamo Buffon come presidente Figc. Lui e Pirlo li vedo dietro a una scrivania“.

 





 

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alessandro.tarallo@oasport.it

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Foto: profilo Twitter Fabio Cannavaro

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