Tour de France 2017: risposta da campione in maglia gialla per Fabio Aru. Ma può vincere senza squadra?

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Il primo complicato giorno di Fabio Aru in maglia gialla si è risolto sostanzialmente con una vittoria del sardo, che è riuscito a resistere agli attacchi di tutti gli avversari diretti pur correndo praticamente dai primi chilometri senza il supporto della squadra. Purtroppo, però, questa situazione potrebbe presto ripetersi in quanto i reduci dell’Astana non sembrano offrire garanzia quando la strada sale.

Il ritiro di Dario Cataldo dell’altro giorno e quello odierno di Jakob Fuglsang, costretto ad alzare bandiera bianca dopo pochi chilometri di autentica sofferenza già pesantemente staccato, hanno privato Aru di due corridori che potenzialmente potevano rimanere con lui in gruppetti di 10-15 atleti e di 6-7, considerando che Fuglsang aveva dimostrato di andare molto forte già dal Giro del Delfinato vinto.

Per il resto, da Aru sono arrivati solo segnali positivi. La maglia gialla non si è mai fatta sorprendere disattenta, ma allo stesso tempo neanche agitata e vogliosa di correre dietro a tutti gli attacchi. Fabio si è limitato ad inseguire gli avversari più vicini in classifica, lasciando invece quelli più lontani che sono poi stati stoppati, almeno parzialmente, dalle squadre degli altri uomini di classifica rimasti con lui, senza mai farsi prendere dal panico o dalla fretta. Nello scontro diretto in salita, e anche in discesa, Aru ha dimostrato di poter tenere le accelerazioni di Froome, senza mai concedere neanche un metro al britannico, che dopo la piccola crisi di ieri è tornato a viaggiare ad alti livelli pur dando la sensazione, come da inizio Tour, di non poter fare la differenza come gli riusciva con maggiore facilità nelle scorse stagioni.

Basterà, tutto questo, al Cavaliere dei quattro mori per giocarsi la maglia gialla fino in fondo? Tom Dumoulin al Giro d’Italia ha dimostrato che quando ci sono le gambe, anche con la squadra che riesce a supportare fino ad un certo punto si può vincere. In ogni caso, Fabio non può sedersi sugli allori, in quanto con questa situazione di classifica alla vigilia della cronometro di Marsiglia Froome sarebbe superfavorito per imporsi. Il tre volte vincitore della maglia gialla ha il pallino del gioco in mano, con una squadra che può gestire ogni tappa di salita dal primo all’ultimo chilometro. Fino ad ora non è mai stato attaccato, o quasi, ma Aru potrebbe provare a sfruttare proprio il lavoro del Team Sky per tenere chiusa la corsa e poi per lanciare il suo attacco: Galibier e Izoard sono le salite più attese, ma già domenica ci sarà un’altra tappa difficile da interpretare come quella di oggi, in cui Aru ha dimostrato di avere il carisma e il carattere per gestire la leadership in classifica, anche se la sfortuna lo ha provato dei compagni di squadra più utili in questi frangenti.

Twitter: @Santo_Gianluca

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Foto: © ASO/Pauline BALLET

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