Tour de France 2017: Marcel Kittel sempre più dominante. Il poker arriva per dispersione

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E sono quattro. E’ il Tour de France di Marcel Kittel, per chiunque avesse qualche dubbio. Il velocista teutonico è riuscito a conquistare già il poker in volata, e siamo ancora alla decima tappa della Grande Boucle. La concorrenza non è riuscita proprio a rispondere alla potenza del tedesco della Quick-Step Floors: in tutti gli sprint vissuti fino ad oggi c’è stato un unico dominatore, con quello odierno a fare da specchio della situazione, avversari addirittura staccati a 60 km/h.

Se le vittorie arrivano per dispersione significa che qualche problema c’è. O Marcel Kittel è troppo forte, o la concorrenza non è abbastanza agguerrita: da sottolineare però l’assenza di Mark Cavendish, Arnaud Démare e Peter Sagan, che non sono riusciti a resistere alla durezza (mentale e fisica) di questo Tour, tra cadute, scorrettezze e tempo massimo. Gli avversari rimasti in corsa non hanno dimostrato una grande resistenza: l’unico che si è avvicinato al miracolo è Edvald Boasson Hagen (non un velocista puro), che con una mossa a sorpresa aveva anticipato Kittel venerdì scorso, uscendo sconfitto però per pochi millimetri.

Sono venuti a mancare tanti protagonisti attesi: a partire da André Greipel, connazionale dello sprinter della Quick-Step. Il Gorilla della Lotto Soudal, plurivincitore di tappa al Tour (ben undici i suoi successi), non è andato oltre due terzi posti. Discorso simile anche per Nacer Bouhanni, alfiere della Cofidis, più concentrato a “fare a spallate” che a provare a primeggiare, e John Degenkolb, secondo nella frazione odierna ma mai in corsa per la vittoria. Per quanto riguarda Dylan Groenewegen, atteso come possibile outsider, una caduta nel prologo iniziale potrebbe aver inciso sulle sue performance.

© ASO/Alex BROADWAY

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