Milano-Sanremo 2017, la maledizione di Peter Sagan: la Classicissima senza gioie, la vittoria continua a sfumare

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Ormai è una maledizione, un’autentica bestia nera, una chimera. La Milano-Sanremo si fa corteggiare, sembra cedere alle avances ma che all’ultimo scappa quando ormai aveva accettato l’invito. Questo è il rapporto di Peter Sagan con la Classicissima di Primavera, uno dei Monumenti del ciclismo che non ha ancora visto a braccia alzate uno dei più grandi talenti degli ultimi anni.

La storia dello slovacco con questa corsa è fatta di grandi delusioni che nelle ultime sei edizioni ha raccolto due secondi posti e due quarti posti. Nel 2013 si dovette inchinare allo sprint a Ciolek, oggi ha davvero fatto di tutto per vincere in Via Roma: ha piazzato un attacco spettacolare sul Poggio, ha staccato tutti tranne Kwiatkowski e Alaphilippe, è stato costretto a partire lunghissima in volata e il polacco lo ha beffato.

Nel 2015 venne battuto da Degenkolb, Kristoff, Matthews mentre nel 2012 ci fu meno amarezza visto che pagò dazio dal terzetto di Gerrans, Cancellara e Nibali (vinse l’australiano).

Il Campione del Mondo 2015 e 2016 dà però sempre spettacolo, con lui le gare sono un autentico divertimento e lo ha ribadito anche oggi ai microfoni della Rai: “L’importante è far divertire le persone, altrimenti cosa sono venute a fare?”. Ci riproverà l’anno prossimo: le maledizioni non possono essere eterne. L’obiettivo è quello di conquistare la seconda Monumento della carriera dopo il Fiandre del 2016.

 

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