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Nuoto, Europei vasca corta Netanya 2015: tempi alla mano, quante medaglie per l’Italia?

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Continua l’avvicinamento agli Europei di nuoto in vasca corta, previsti dal 2 al 6 dicembre a Netanya (Israele). Nei giorni scorsi abbiamo presentato le ambizioni della squadra italiana, guardando prima al femminile e poi al maschile, e oggi è il momento di prendere i mano i vari tempi stagionali e provare e tracciare un’anteprima di quella che sarà la manifestazione continentale in ottica azzurra.

Purtroppo i vari ranking della Fina e dei due siti di riferimento Swimvortex e SwimSwam non ci sono troppo d’aiuto, essendo incompleti o addirittura non ancora aggiornati per la nuova stagione dei 25 metri. Anche le start list pubblicate nei giorni scorsi dalla Len non rispecchiano al meglio la prima parte dell’anno, perché per alcuni atleti sono indicati come tempi d’ingresso quelli ottenuti ai Mondiali di Doha del dicembre 2014.

Confrontando quel si recupera dalle varie classifiche con i tempi ottenuti dagli italiani in quest’ultimo mese e mezzo, il bottino conclusivo dovrebbe raggiungere la doppia cifra, ma le 14 medaglie dell’ultima edizione – Herning 2013 – non sono così semplici da ripetere. Molto dipenderà dalle staffette, sei in tutto di cui due miste uomini/donne, e come sempre in queste gare i pronostici si possono ribaltare dalla mattina al pomeriggio in virtù dei tanti cambi di formazione che i vari ct sono soliti compiere in base alle finali individuali da disputare.

Quanto alle singole specialità, la già citata assenza del francese Florent Manaudou suona come manna dal cielo per il velocista Marco Orsi, che ha davanti a sé l’occasione per migliorare i risultati degli anni recenti nei 50 e nei 100 stile libero. E, in questo caso, miglioramento vorrebbe dire oro. Ultimamente il Bomber di Budrio ha caricato proprio in vista degli Europei: a metà ottobre ha nuotato i 50 sl in 21”30 a Riva del Garda, mentre a inizio novembre si è imposto con 46”98 nei 100 sl di Bolzano. 21”53, invece, il crono di Massarosa, in un meeting in cui la priorità è andata ai 50 farfalla e ai 100 misti, entrambi vinti con i nuovi record italiani di 23”09 e 52”15.

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L’emiliano – visto il programma gare e le molte sovrapposizioni – ha comunque fatto sapere di voler puntare sullo stile libero, dove i principali rivali saranno i russi Evgeny Sedov (21”00 ai campionati nazionali) e Sergei Fesikov (47”43). Dovesse ripetere i tempi con cui ha terminato la passata stagione (20”69-46”04), i titoli sarebbero tuttavia davvero a un passo per l’azzurro, specialista della vasca corta grazie a una potenza devastante in stacco e in virata. Due podi (almeno) sono realisticamente pronosticabili.

Pure Gregorio Paltrinieri si è nascosto nelle ultime settimane, anche più di Marco Orsi. Del campione del mondo dei 1500 stile libero (sia in corta che in lunga) si sa che punta con decisione a Rio 2016, nuotando 18 chilometri al giorno per un totale di circa 100 alla settimana. Pagherà la scarsa brillantezza in Israele? Di certo non è un robot, ma nelle sue corde ha tempi notevolmente più veloci di quelli dell’islandese Pal Joensen e dell’ungherese Gergely Gyurta (14’28”85). In stagione ha esordito con un agevole 14’59”97 a Parma e vanta il record europeo in 14’16”10.

Che Greg sarà? Una via di mezzo del perfezionista che abbiamo imparato ad ammirare? Di certo lo vediamo a medaglia, affiancato magari dall’amico e coetaneo Gabriele Detti, in ripresa dopo l’infezione che lo colpì lo scorso aprile facendogli perdere i Mondiali di Kazan. Il livornese, comunque non ancora al top della forma, ha toccato in 14’42”85 a Massarosa e, più che sul mezzofondo, potrebbe a dir la verità puntare sui 400 stile libero, nei quali si presenta con il 3’40”95 ottenuto sempre al Gran Premio Italia. Davanti a lui al momento sembrano esserci solo il russo Alexander Krasnyikh (3’38”81), il solito tedesco Paul Biedermann (3’38”95) e l’ungherese Peter Bernek (3’40”46). Per evitare che il legno virtuale diventi realtà, bisognerà superarne almeno uno.

Per Matteo Rivolta sembra essere giunto il momento della definitiva consacrazione. Dopo due record italiani consecutivi nei 100 farfalla (ora a 50”10), il muro può cadere ancora. Le proiezioni lo vedono tra i due russi Nikita Konovalov (50”02) e Aleksandr Sadovnikov (50”51): saprà reggere la pressione? Attenzione anche alle strade che potrebbero aprirsi nella mezza distanza, in cui il 23”13 del lombardo a Legnano è stato battuto dal 23”09 di Orsi. Senza i francesi Medhy Metella e Fred Bousquet e il tedesco Steffen Deibler, i favoriti sono ancora i russi Konovalov (22”59) e Alekander Popkov (23”00) senza dimenticare l’ucraino che si allena a Caserta Andriy Govorov, ma l’azzurro può inserirsi in un’altra lotta per le medaglie.

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Nella rana, Fabio Scozzoli è determinato a tornare sul podio dopo due anni da incubo, iniziati nel settembre 2013 con l’infortunio al ginocchio e proseguiti con le rinunce agli Europei di Berlino e ai Mondiali di Kazan. Nel dicembre 2014, a dire il vero, prese parte alla rassegna iridata in corta, ottenendo anche la finale nei 50 con un ottimo 26”15. In questa stagione i suoi biglietti da visita sono il 26”78 di Riccione e il 58”60 di Massarosa, due buoni punti di partenza. Soprattutto nei 100, però, ci sarà da lottare con fuoriclasse del calibro del britannico Adam Peaty, del tedesco Marco Koch (già a 57”29) e dell’ungherese Daniel Gyurta. Nella gara veloce il campione del mondo vanta un 26”38 a ottobre e davanti all’italiano ci sono anche i russi Oleg Kostin (26”36) e Andrey Nikolaev (26”53), oltre che il ventenne irlandese Alex Murphy (26”61). Tuttavia Scozzoli si è posto come obiettivo una medaglia: volere è potere?

Come sempre, tra condizioni enigmatiche – con le Olimpiadi sullo sfondo – e assenze di lusso, alcuni possibili outsider azzurri potrebbero salire sul podio. E’ il caso quest’anno di Simone Sabbioni nei 100 dorso (si presenta con il personale di 51”01 e non c’è il francese Camille Lacourt, ma i russi Konovalov e Stanislav Donets e, soprattutto, il polacco Radoslaw Kawecki sembrano superiori) e di Filippo Magnini e Federico Turrini, bronzo in carica rispettivamente nei 200 stile libero e nei 400 misti. L’ultimo test di Massarosa è stato tutt’altro che brillante (1’45”53 e 4’09”00), ma i due veterani della squadra azzurra hanno tutta l’esperienza necessaria per piazzare le zampate nei momenti decisivi. Se Re Magno riuscisse a scendere a 1’43” basso potrebbe giocarsela e sarebbero risultati extra in ottica medagliere.

Passando al femminile, Federica Pellegrini guida come al solito la formazione italiana che punta soprattutto sullo stile libero. Nei 200, la veneta ha timbrato un 1’53”64 a Massarosa, unica uscita stagionale in corta dopo i due argenti conquistati nella Coppa del Mondo in lunga. A Doha e Dubai si arrese sempre a Katinka Hosszu e il duello potrebbe ripetersi anche a Netanya, con la magiara (1’54”37 ai nazionali) che sfiderà anche l’olandese Femke Heemskerk (1’52”53), la russa Veronika Popova (1’52”86) e la svedese Louise Hansson (1’53”98). La Divina deve difendere l’oro danese e, sfruttando le tantissime gare cui è iscritta Iron Lady, il risultato è alla portata. Anche lei, come Paltrinieri e a differenza di Orsi, non ha comunque finalizzato la condizione per gli Europei, ma dovrebbe riuscire a salire almeno sul podio.

Altre concrete speranze di medaglia, in campo femminile, si faticano a trovare, soprattutto perché la concorrenza sarà altissima con la svedese Sarah Sjoestroem, la danese Jeanette Ottesen, l’olandese Inge Dekker che sembrano chiudere le ambizioni di Ilaria Bianchi (ma il 56”80 di Massarosa suona come un grido di battaglia per colei che vinse addirittura un oro mondiale nei 100 farfalla) e la cannibale Hosszu, la britannica Jazmin Carlin e l’olandese Sharon Van Rouwendaal probabili padrone del mezzofondo in cui cresce comunque con costanza Diletta Carli (8’18”39).

Erika Ferraioli è reduce dal record italiano di 52”58 nei 100 stile libero e l’anno scorso a Doha fu una delle migliori della spedizione azzurra, mancando i podi solo per le fenomenali avversarie presenti in Qatar, ma la storia sembra potersi ripetere in Israele con Sjoestroem e le olandesi volanti Heemskerk e Ranomi Kromowidjojo, che non necessitano di presentazioni cronometriche per sfoderare tutto il propri talento in finale.

E allora, chi inserire nel possibile lotto delle outsider? Ci proviamo con Alessia Polieri (che l’anno scorso a Doha fece 2’05”52) e Stefania Pirozzi (2’05”93) nei 200 farfalla comandati al momento dalla tedesca Franziska Hentke in 2’03”86 e in cui non va dimenticata Katinka Hosszu, con Luisa Trombetti nei misti (2’09”34 nei 200 e 4’32”15 nei 400) e con Erica Musso nei 400 sl (4’02”97).

Infine, le staffette. Come detto è difficile pronosticare le gerarchie, ma si può guardare al passato per tracciare una preview verosimile. Ai Mondiali di Doha 2014 l’Italia colse il bronzo (seconda tra le europee dietro alla Russia) nella 4×50 sl maschile, ma ora sarà priva di Luca Dotto e Marco Belotti, sostituiti da Federico Bocchia e Giuseppe Guttuso. A podio anche la 4×50 mista mista, che vedrà al via tutti gli stessi effettivi di un anno fa (a patto che il dt Cesare Butini confermi le scelte): Ferraioli nello stile libero, Di Pietro nel delfino, Scozzoli a rana e Bonacchi e Sabbioni alternati a dorso. Potrebbe essere una carta da non sottovalutare, come la 4×50 mista maschile in cui la Francia non avrà i suoi pezzi da novanta. Quanto alla velocità femminile, Federica Pellegrini sarà l’ago della bilancia, ma nella vasca da 25 metri fare la differenza le risulta più complicato.

 

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francesco.caligaris@oasport.it

Twitter: @FCaligaris

Foto da: Federnuoto/DeepBlueMedia

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