Sei Nazioni 2015, alla scoperta di una Scozia in crescita. Ma con un difetto <em>italiano</em>…

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Sulla carta è l’avversario più abbordabile, ma in pratica la terza giornata del Sei Nazioni riserva all’Italia una sfida contro una nazionale capace di sfiorare la vittoria contro Francia e Galles, mostrando di non essere lontana soprattutto dal livello dei transalpini. Quello con la Scozia è generalmente definito come il match simbolo per evitare il cucchiaio di legno, spesso più per alimentare le speranze italiche anche quando gli Highlanders appaiano superiori agli azzurri. Come d’altronde in questa occasione.

La nazionale del Cardo, inutile negarlo, è attualmente una spanna sopra alla Banda Brunel, esclusi i tanti (importanti) infortuni che hanno costretto il ct francese a rivisitare il XV italiano. Rispetto all’Italrugby, risvegliatasi a Twickenham ma che dà l’impressione di procedere senza un reale progetto, sin da novembre la Scozia sta dimostrando di aver subito beneficiato del lavoro di un coach navigato come Vern Cotter, in grado subito di dare un’impronta alla squadra e di risollevarla dopo un Sei Nazioni 2014 concluso nel peggiore dei modi. E, soprattutto, di darle un’identità chiara, con cui si è concesso il lusso di ricucire quasi il gap con francesi e gallesi, come dimostrato nelle prime due giornate. Oltretutto, l’età media relativamente bassa e una profondità in tanti ruoli invidiabile dall’Italia rappresentano due validi motivi per pensare che questa squadra, sotto la guida del ct neozelandese, possa solo crescere da qui alla Coppa del Mondo e ai prossimi anni.

Non una corazzata imbattibile per l’Italia, sia chiaro, anche se con qualche titolare in più le chance sarebbero state maggiori in partenza. I probabili 50.000 di Murrayfield, inoltre, premeranno a fondo l’acceleratore dell’entusiasmo per trascinare Laidlaw&co. al successo, soprattutto dopo la battaglia persa contro il Galles. Una sconfitta decisa intorno all’ora di gioco, quando gli scozzesi non hanno superato rispondere con continuità alla grande intensità dei Dragoni, calando nel momento decisivo. Una peculiarità, di fatto, in comune con gli azzurri e chissà che non possa emergere nuovamente sabato pomeriggio. Prima, però, ci sarà da stoppare una squadra di grande qualità offensiva, abile nel rendersi pericolosa in fase offensiva con un fuoriclasse come Stuart Hogg e le incursioni del sempre pericoloso Alex Dunbar, oltre alle accelerazioni di Greig Laidlaw (ma al suo fianco mancherà Russell, squalificato) che sarà il delegato a portare in dote quanti più punti possibili al piede. E viste le ottime percentuali del mediano di mischia dl Gloucester, il pack scozzese cercherà probabilmente a più riprese di forzare il breakdown, alla luce anche dell’indisciplina azzurra delle prime due partite. In mischia, tuttavia, il confronto potrebbe essere a favore di Chistolini e compagni, da cui passeranno gran parte delle speranze di non soccombere anche nel tempio scozzese.

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daniele.pansardi@olimpiazzurra.com

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