Sci di fondo, De Fabiani e Pellegrino per far ripartire l’Italia. Sotto la guida di Re Mida…

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Un esordio del genere, probabilmente, non se lo aspettava nemmeno il diretto interessato. Già, perché in mezzo ai vari Heikkinen, Vylegzhanin, Kershaw, Poltoranin, Northug e Cologna nella 15km di Ruka è spuntato anche un sorriso tutto italiano, il segno di una gioventù pronta a prendersi sulle spalle lo sci di fondo italiano e a riportarlo in una dimensione dignitosa per la storia e la tradizione dello sport azzurro. Ci proverà con la sua umiltà e la sua grinta Francesco De Fabiani, quella che lo mise già in luce durante le Olimpiadi di Sochi e che, accompagnato da un talento sempre più raffinato e curato nel migliore dei modi, potrà valere diverse soddisfazioni in futuro.

Il valdostano è senz’altro il simbolo, insieme a Federico Pellegrino, del nuovo corso azzurro. Dopo le disastrose stagioni passate, il nuovo direttore d’orchestra, Giuseppe Chenetti, è sembrato subito in grado di poter infondere nuova linfa ad un ambiente incrinatosi in concomitanza dei Giochi, di ristabilire quella serenità necessaria per risalire la china e tornare a competere non per un 10^ posto, ma per qualcosa di più. Roma non è stata costruita un giorno, tanto meno Chenetti riuscirà ad imbastire una squadra competitiva ai massimi livelli in poche settimane, ma il debutto di Kuusamo ha indubbiamente messo in luce i progressi compiuti dai due giovani rampanti sotto la sapiente guida del moenese. Il suo segno, di fatto, lo ha già lasciato, come già aveva fatto preparando al meglio la Nazionale di fondo del 2006 e per come era riuscito a far sbocciare Alessandro Pittin, al momento di occuparsi della combinata nordica. Un moderno Re Mida, insomma, chiamato ora alla prova forse più difficile della propria carriera.

Ma se il buongiorno si vede dal mattino, Sepp potrebbe riuscire nell’ennesima impresa. Il materiale umano su cui lavorare, d’altronde, c’è ed è di livello internazionale, come testimoniato da Pellegrino e De Fabiani. Il primo ha già dimostrato di aver assorbito i dettami di Chenetti nella prima sprint in Finlandia, nonostante si trattasse di tecnica classica e, quindi, del terreno meno congeniale al valdostano (a skating, insomma, ci sarà da divertirsi…), mentre DeFa ha mantenuto un passo da Top 10 per gran parte della gara, prima di attestarsi al 13° posto. Oro colato, sia chiaro, soprattutto perché il 21enne reputava l’anello di Kuusamo tra i più ardui. E, siamo sicuri, entrambi potranno solo migliorare.

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daniele.pansardi@olimpiazzurra.com

Credit Fisi

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