Calcio, Supercoppa Italiana: le filosofie opposte di Allegri e Benitez

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Doha attende Juventus e Napoli, in campo questa sera alle 18.30 italiane per la Supercoppa 2014. Sarà l’ultimo appuntamento di un anno negativo per il calcio tricolore, dal flop mondiale alla morte di Ciro Esposito, e né bianconeri né partenopei vorranno salutarlo con una sconfitta. Peggio: assistendo ai festeggiamenti dell’altra squadra. Però è quello che dovrà succedere, nel replay della contestatissima finale dell’estate 2012. Si giocò a Pechino e vinse la Vecchia Signora per 4-2 ai supplementari, grazie anche ai due cartellini rossi sventolati ai giocatori del Napoli.

In Qatar, ormai miniera di eventi per lo sport internazionale (e anche nazionale, in questo caso), si fronteggeranno filosofie opposte di interpretare il gioco del pallone. Un allenatore pragmatico, equilibrato e continuo come Massimiliano Allegri e uno spregiudicato, divertente e dai risultati altalenanti come Rafa Benitez. Sulla carta, secondo anche quanto il campionato ha mostrato finora, il favore del pronostico pende dalla parte della Juventus. Le due squadre non si sono ancora affrontate (lo faranno per la prima volta l’11 gennaio al San Paolo), ma Allegri viaggia in testa alla classifica con 12 punti di vantaggio su Benitez terzo. E soprattutto ha mostrato una solidità decisamente migliore rispetto a quella del collega, in crisi per tutto settembre dopo l’eliminazione nei play-off di Champions League e reduce da un periodo nero, con tre pareggi e un ko prima del 2-0 sul Parma, che ha subito seguito un ottobre di riscatto ed entusiasmo con il netto successo sulla Roma.

Ma, c’è un ma. La storia dei due tecnici. I loro pregi, che in partite secche rischiano di diventare difetti e viceversa. Specialmente al Milan, pur con un tricolore, un secondo e un terzo posto in tre anni, Allegri raramente ha vinto i big match. La maggior parte dei punti li ha conquistati contro rivali inferiori, tenendo fede all’anonima massima per cui “lo scudetto si vince con le piccole”. Benitez, invece, è un cavallo pazzo in questo senso. Un matto, capace di rimontare tre gol nel secondo tempo in una finale di Champions League. Capace di prendere il Chelsea a stagione in corso e portarlo a trionfare in Europa League. Capace di consegnare la seconda Coppa Italia della gestione De Laurentiis al popolo partenopeo nell’indimenticabile (ahinoi anche per altri motivi) notte dell’Olimpico. Uno da temere, insomma.

Il 4-2-3-1 del Napoli, esaltato dal quartetto tutto estro e fantasia Callejon-Hamsik-Mertens-Higuain, è pronto a colpire una formazione che, invece, fa dell’equilibrio e dei muscoli nella zona nevralgica del campo il suo punto di forza. Sarà una partita a scacchi, in cui proprio gli allenatori potrebbero fornire quel quid in più per arrivare al trofeo. Chi farà la mossa giusta?

 

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Foto da: Forza Azzurri

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